«Sentir parlare oggi di rischio idrogeologico e di pericolo di esondazione del Tevere è davvero ridicolo. Per ostacolare la realizzazione del progetto occorrerà pensare a qualche altra motivazione». Per fermare il fiume di polemiche connesse alla scelta del sito dove dovrà essere realizzato lo stadio dell’As Roma è sceso in campo Michele Saggese, amministratore unico di Sais spa, la società che dal 1957 al 2013 è stata proprietaria dell’area dove prima sorgeva l’ippodromo Tor di Valle. A parlare di rischio idrogeologico sono stati dapprima, un anno fa, i residenti e i consiglieri capitolini di M5S in due esposti presentati alla Procura di Roma (sui cui ora sta indagando la Finanza). Poi, il 18 settempre scorso, è stato il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo a rappresentare in Parlamento le "criticità" del sito. «È sempre stata riscontrata un’assoluta stabilità di assetto sul terreno - spiega Saggese - La sospensione in bilico verticale delle tribune necessitava di una tenuta perfetta delle fondamenta e da oltre mezzo secolo non è mai emerso alcun problema di natura idrogeologica. Persino in presenza di precipitazioni di straordinaria gravità l’ippodromo poteva garantire l'immediata praticabilità delle proprie piste grazie a appena due sole idrovore». A proposito invece del parere contrario di Atac al prolungamento della metro B a Tor di Valle, Saggese precisa: «Ci vuole una bella faccia tosta a sentenziare bocciature. Con tutti i problemi della "immobilità" urbana che Roma presenta, le priorità vere, in quel caso sì, sono davvero ben altre». È bene ricordare che se dovesse andare in porto l’operazione stadio, la società Sais vedrà lievitare il prezzo di vendita del terreno, ceduto a Eurnova srl del gruppo Parnasi, da 26 a 42 milioni di euro.
Stadio Tor di Valle
Per la società «ridicolo» il rischio idrogeologico