Roma Capitale

Marino ammette: "Il Comune ha pagato il viaggio negli Usa. Ma non per me"

Il sindaco: "Sostenute le spese per un ambasciatore e il capo del cerimoniale, ma non ricordo le cifre". Poi "catechizza" il Papa: "Fossi in lui non avrei risposto"

Finalmente Ignazio Marino ammette che il Comune ha pagato il viaggio negli Usa anche se non per lui personalmente. "Per quel che riguarda le mie spese e quelle di una persona che lavora con me, e che mi ha accompagnato - dice il sindaco di Roma - sono state sostenute dalla Temple University. Dal momento che per mesi ci sono stati rapporti tra il cerimoniale della città di Philadelphia, l'Arcidiocesi e il nostro cerimoniale, per vari aspetti mi ha accompagnato anche un ambasciatore che lavora in Comune, e il capo del Cerimoniale e quelle spese sono state sopportate dal Comune, come è normale ed è sempre stato per tutti i sindaci nelle grandi e piccole città. Il conto esatto non lo conosco. Domattina metterò tutti gli scontrini di due anni e mezzo di viaggi sul sito. Ho speso in rappresentanza una media di 773 al mese". Il primo cittadino ha anche sottolineato che quando aveva promesso che nemmeno un euro sarebbe stato speso per la trasferta americana si riferiva unicamente alla sua persona. Poi parlando del viaggio si sofferma sui risultati acquisiti. "Ho portato a Roma con quasi certezza una mostra che stava in un grande museo e forse anche un'altra. Ho poi una promessa di alcuni mecenati per una donazione al patrimonio archeologico della nostra città tra i 2 e i 5 milioni di euro". "Ho passato solo una notte a New York - ha spiegato a PiazzaPulita - per incontrare una dozzina di mecenati al fine di raccogliere fondi per la città di Roma". Marino imbarazzante su Papa Francesco Il primo cittadino poi è quasi imbarazzante quando si mette a polemizzare sulla risposta chiara che ha dato Papa Francesco dicendo di non averlo invitato negli Usa. Secondo Ignazio, infatti, il Pontefice non avrebbe dovuto rispondere: "Il Santo Padre va negli Usa, parla di cambiamenti climatici, petrolio, del dramma delle armi, dello sfruttamento del pianeta, fa dei discorsi epocali sul ruolo della donna nella Chiesa e il giornalista italiano chiede "L'ha invitato lei Marino?". Se l'avesse fatta a me avrei risposto: "Non è questo lo scopo del viaggio e della conferenza stampa". Il "reset" di Roma "Stiamo ricostruendo una città dove di fatto per molti anni, tutto è stato lasciato all'incuria. Basti pensare a via Marsala, accanto alla stazione Termini" dove nel corso dei lavori di rifacimento del manto stradale è emerso che le caditoie non erano neanche collegate con il sistema fognario. Lo scaricabarile del Giubileo "Io sono molto felice che ci sia una presa di conoscenza sulla criminalità organizzata nella nostra città e ci sia il coinvolgimento diretto del prefetto che è una persona seria, competente e capace e che sicuramente può garantire la sicurezza nel primo Giubileo che si svolge dopo l'attentato alle Torri Gemelle". Ha detto Marino: "Le responsabilità vanno separate: io avrò la responsabilità su viabilità ed accoglienza lo Stato deve avere quella della sicurezza del Santo Padre e dei milioni di pellegrini che arriveranno in città. Assolutamente non mi sento commissariato - ha ribadito - mi sentirei abbandonato se non ci fosse lo Stato che si assume la responsabilità della sicurezza.

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