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Roma Capitale

Da area abbandonata a giardino, la seconda vita del parco Aurora

Altra area verde, altro lavoro per la gente che ha voluto garantirsi un'area vivibile. Si è ai bordi del quartiere Serpentara, a piazza Vinci in quello chiamato come Parco Aurora, ripulito in...

Altra area verde, altro lavoro per la gente che ha voluto garantirsi un'area vivibile. Si è ai bordi del quartiere Serpentara, a piazza Vinci in quello chiamato come Parco Aurora, ripulito in precedenza a dicembre 2014 e dagli stessi che adesso gli hanno donato nuovo decoro. Sono i volontari di Cps (Cittadini Politica Sociale) Roma che «colpiscono» in varie zone con queste loro azioni di recupero. «Parco Aurora, più conosciuto come parco di Piazza Vinci, era da mesi in uno stato di degrado intollerabile: il quadro di quello che era, rispecchia lo stato di tantissimi altri parchi del nostro quartiere – dice Lori Tuzii del Cps – Il Parco nacque anni fa secondo un progetto innovativo, doveva avere percorsi sensoriali e strutture destinate ad accogliere laboratori e attività per i cittadini. Invece non se n'è mai fatto nulla». L'erba alta oltre la vita di un uomo e molti rovi avevano inglobato panchine e cestini. Delle strutture che dovevano servire per laboratori, solo l'abbozzo di un gazebo, anche questo circondato da una giungla incolta dove sbandati avevano buttato di tutto, bottiglie di birra e altro. «Il nostro impegno è stato quello di restituire a quest'area la dignità che merita – aggiunge Lori Tuzii – con la speranza che la pubblica amministrazione locale e i cittadini, si impegnino a mantenere il parco in ordine e pulito. Non occorrono soldi ma la voglia di fare: questo ne è un esempio. L'idea è stata quella di renderlo nuovamente un luogo di socializzazione, di giochi, di chiacchiere, di normale vita». Nello slargo centrale nessuna traccia dei progettati laboratori didattici o del legno, meno che mai del giardino delle fragranze o di quello delle spezie, semmai c'erano gli odori dei rifiuti, della birra versata a terra, di escrementi annidati nell'alta vegetazione. Si può affermare, per esperienza provata, che i sensi erano assaliti da odori e situazioni «diversamente stimolanti». Oggi, non più. Ci sono volute due giornate di lavoro, il 19 e il 23 settembre, sia per il tanto lavoro di recupero e pulizia da portare avanti e anche perché il tagliaerba ha avuto anche problemi tecnici. I volontari hanno continuato il lavoro con ramazze, rastrelli, guanti e tanta fatica riempiendo ben 21 grandi sacchi di scarti, contenitori da far raccogliere all'Ama. «Altra tappa di recupero in piazza di Val Melaina, fra via Scarpanto e via Stampalia, dalla mattina del 26 settembre, per ridare dignità all'ampio slargo e restituirlo vivibile ai cittadini. E poi si continuerà con altri spazi del Municipio in totale criticità», conclude Tuzii.

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