Lo sciopero non è più un tabù. E l’atmosfera è più che mai infuocata. I sindacati si preparano a scendere in guerra, la sinistra in Assemblea Capitolina anche. Il tema caldo riguarda Ama Spa, la municipalizzata che da un lato ha ottenuto l’affidamento della gestione del ciclo dei rifiuti per i prossimi 15 anni, ma dall’altro potrebbe presto ricevere indicazioni di cedere ai privati alcuni servizi, spazzamento in testa, e di cercarsi un «partner industriale» sul mercato. «Un passo avanti e due indietro» hanno commentato ieri Cgil, Cisl e Uil. Le parti sociali sono rimaste imbrigliate dalla tattica del sindaco Ignazio Marino, che con il provvedimento di venerdì sera in effetti ha rinviato al 2016 l’eventuale esternalizzazione dei servizi nei municipi, allargando però il quadro a tutti i territori cittadini e introducendo i cosiddetti «questionari di gradimento del servizio» a cui vincolare la permanenza della situazione attuale. Quello che fa arrabbiare i sindacati, Cgil in testa, è che non si tratta di un «referendum», come semplicisticamente riassunto da qualcuno. Anzi: se l’esito della domanda «la qualità del servizio Ama vi soddisfa», è evidentemente scontato, altrettanto potrebbe non essere alla più pertinente «volete privatizzare il servizio di spazzamento?». Questo concetto sarà illustrato domani all’assemblea sindacale dei lavoratori Ama. Come sarà anche spiegato come diventi impossibile proclamare uno sciopero su degli intendimenti a lungo termine, tenendo conto che il Consiglio comunale potrebbe anche cambiare il provvedimento di Giunta. E allora? Per il momento ci si muoverà attraverso strumenti di mobilitazione intermedia, salvo che dalle riunioni di domani non escano indicazioni nettamente differenti. «Dal sindaco ci aspettavamo un sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori di Ama - ha spiegato Natale Di Cola, segretario della Cgil di Roma e del Lazio - e una reazione all'altezza della sfida che non sono arrivate». Il sindaco Marino, intanto, ieri ha ribadito: «La città è sporca. Nel terzo millennio essere azienda vuol dire controllare i risultati, anche nella percezione dei cittadini. Noi crediamo che l'apertura ai privati, laddove il pubblico non ce la fa, non sia un'eresia». Ma su questo fronte Sinistra Ecologia e Libertà è pronta a passare definitivamente all’opposizione. In questi giorni, infatti, i vendoliani stanno ragionando di abbandonare anche l’appoggio esterno. Ieri il segretario romano, Paolo Cento, ha spiegato: «Così non si rispetta il programma e il patto con gli elettori. Il Sindaco, la Giunta e il Pd dicano con chiarezza se vogliono il confronto o andare avanti da soli». Tra l’altro, venerdì è uscito nelle librerie anche il libro di Gianluca Peciola sui primi due anni dell’era Marino. Un racconto, quellodel capogruppo capitolino di Sel, che sembra chiudere con l’annuncio di un divorzio ormai quasi inevitabile: «Niente sarà più come prima, nonostante il disegno dietro al golpe di luglio».
L’Ama ai privati? Pronto lo sciopero
Dipendenti sul piede di guerra dopo l’annuncio del sindaco Marino
