Dieci ore prima, dalla propria pagina facebook, aveva augurato ai suoi amici una buona serata. Poi, come sempre al letto presto, deve aver pensato e ripensato al suo piano folle. Alla vendetta per un rifiuto incassato dalla collega molto più giovane. Così, al momento di uscire per andare al lavoro, ha imbracciato il fucile da caccia e si è mosso a passo svelto in direzione della sua "preda". Un proiettile a distanza ravvicinata, esploso all’alba di ieri nel silenzio dell’azienda vinicola "Villafranca", ha centrato la spalla sinistra della donna colpevole di essersi negata. Gertrudes Acangela Duarte, 58 anni originaria di Capoverde, cade a terra in un lago di sangue. Il proiettile calibro 12, sparato per centrare il cuore, lo ha mancato per un soffio. Nel frattempo Quinto Marcelli, 72 anni, aveva già fatto fuoco una seconda ed ultima volta contro se stesso. Il proiettile, schizzato sotto il mento, è stato clemente come con la sua vittima. Entrambi, operai e colleghi, nell’azienda vinicola di Ariccia, sono stati trasportati d’urgenza al policlinico Tor Vergata l’una e al San Giovanni prima e all’Umberto I poi l’altro. Sono in condizioni gravissime, ma vivi. A scatenare il tentato omicidio-suicidio sarebbero state le avances negate dalla donna, vedova e madre di una figlia. I colleghi, corsi all’ingresso del magazzino subito dopo aver sentito il primo sparo, hanno raccontato ai carabinieri di Castelgandolfo, titolari delle indagini, di non aver mai sentito o visto i due litigare. L’uomo, separato e padre di due figli grandi, non ha lasciato nessun biglietto per spiegare il proprio gesto e a nessuno pare avesse mai confidato della morbosa "infatuazione". Che tra i due ci fosse solo un rapporto di amicizia, lo hanno raccontato anche gli altri amici e colleghi sentiti ieri mattina dai militari agli ordini del Maggiore Luigi Aureli. «Quinto lavorava qui da una vita come agricoltore - ha spiegato una donna -. Ci viveva ed era un po’ il punto di riferimento di noi tutti. Una persona per bene, semplice, mai un problema. Proprio come Gertrudes, una vera lavoratrice. In Italia da tantissimi anni, sempre dolce e sorridente. Non capiamo come sia potuta succedere una cosa del genere: mai una litigata, niente». A spiegare le ragioni di un raptus di follia, scoppiato senza preavviso all’alba di ieri, potrà essere solo uno dei due protagonisti di questa terribile storia. Quinto Marcelli, incensurato e proprietario del fucile detenuto legalmente per la caccia, è in prognosi riservata per la ferita profondissima al volto. Gertrudes Duarte, regolare in Italia e anche lei incensurata, sarà invece sottoposta ad un intervento chirurgico nelle prossime ore.
La collega rifiuta le avances Anziano le spara col fucile
Agguato all’alba nell’azienda vinicola Villafranca