Roma Capitale

Tagliavanti deve dimettersi Ma lui replica: «Vado avanti»

Damiana Verucci Solo le dimissioni di Lorenzo Tagliavanti, appena eletto presidente della Camera di Commercio, potrebbero sanare quella che, Confcommercio e Unindustria, considerano una "frattura...

Solo le dimissioni di Lorenzo Tagliavanti, appena eletto presidente della Camera di Commercio, potrebbero sanare quella che, Confcommercio e Unindustria, considerano una "frattura insuperabile". Ma il diretto interessato rispedisce l’ipotesi al mittente e anzi rilancia «vorrà dire che mi prenderò l’iper responsabilità di tutto». E domani ci sarà il consiglio, che dovrà eleggere i membri della Giunta: si conta sulla presenza di oltre 20 consiglieri per mandare in porto cariche e iniziare a parlare di programma. Maurizio Stirpe (Uir), Rosario Cerra (Confcommercio Roma) ed Edoardo Bianchi (Acer) si sono presentati ieri ai giornalisti con le idee chiare e un messaggio preciso al loro "nemico" Tagliavanti: «Non ti riconosciamo come nostro leader e quindi non parteciperemo a nessun consiglio camerale». Poi giù con le critiche, alla persona Tagliavanti: «Non è stato un uomo d’onore perché non ha rispettato i patti», tuona Cerra; al suo ruolo: «È presidente ma vogliamo vederci chiaro sulla sua elezione e per questo abbiamo presentato un ricorso al Tar», incalza Stirpe. Per di più «non può essere a capo della Camera di Commercio un uomo che sta lì da 20 anni e quindi non può certo rappresentare la novità e che, soprattutto, è responsabile di bilanci in rosso di Investimenti da più di cinque anni». Come a dire, «se ha fallito con la gestione di Investimenti, come può fare bene con la Camera?» Dunque la soluzione è un passo indietro di Tagliavanti mentre Confindustria rilancia sulla nomina di Catia Tomasetti, attuale presidente di Acea, che ha disertato le sedute di consiglio per eleggere il Direttore della Cna, ma che, secondo alcuni rumors, dovrebbe presentarsi domani dando in questo modo un segnale in controtendenza. Sullo sfondo delle polemiche i sette punti necessari per il cambiamento della Camera di Commercio, che a gran voce chiedono Confcommercio e Unindustria. Si va dal "no" alle sovrapposizioni tra funzioni dell'Ente a quella delle partecipate, al divieto per i componenti della Giunta a ricoprire incarichi apicali nelle agenzie e società partecipate. Fino alla richiesta di un Ente più trasparente con la pubblicazione on line non solo dei bilanci ma di tutti i verbali degli organi istituzionali e di tutte le delibere. «Vigileremo attentamente sulla gestione della Camera di Commercio – torna a ripetere il presidente Uir – se noteremo qualcosa di sospetto faremo di nuovo appello alle imprese perché non versino il diritto camerale annuale». Nel frattempo si attenderà il responso del Tar; il ricorso presentato dalla Confcommercio punta a chiarire i numeri e gli apparentamenti, ma per il responso bisognerà aspettare tra 9 mesi e un anno. «Tempo – commenta amaramente Cerra – durante il quale si faranno nomine, si prenderanno decisioni e si faranno scelte alle quali noi non parteciperemo, ma che potrebbero poi comportare errori difficili da rimediare».

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