Roma Capitale

All’Atac donare il sangue diventa «un privilegio»

Sale la protesta per l’accordo Atac, siglato il 17 luglio, che di fatto cancella il permesso retribuito per chi dona il sangue. Una pagina brutta che stona drammaticamente con l’emergenza nel Lazio...

Sale la protesta per l’accordo Atac, siglato il 17 luglio, che di fatto cancella il permesso retribuito per chi dona il sangue. Una pagina brutta che stona drammaticamente con l’emergenza nel Lazio - stimata in circa 30mila sacche - e con l’esempio dello stesso sindaco Marino che non solo è donatore abituale ma che non manca occasione per lanciare appelli alal cittadinanza. Eppure la lettera inviatagli dal sindacato CambiaMenti M410 lo stesso giorno della donazione del primo cittadino, finita sui giornali per le polemiche sui tempi del prelievo, è rimasta lettera morta. «Secondo il nuovo accordo siglato dai sindacati confederali e confermato da lei stesso - scrive il segretario nazionale del sindacato Simone Ruggeri - verrà considerata assenza ai fini della contrattazione di 2 livello, con tutte le conseguenza del caso. Ne consegue pertanto che il personale di Atac che vorrà effettuare questo gesto, si vedrà estirpato di un diritto/dovere che qualsiasi lavoratore invece può esercitare senza essere penalizzato. Tra le proposte di modifica di tale accordo, che a giorni presenterà agli organi competenti, chiederà a gran voce che la giornata per la donazione sangue venga immediatamente eliminata come assenza per il lavoratore... ci aspettiamo e le chiediamo ufficialmente di porre rimedio a questa situazione». Della grossolana «distrazione», perché vogliamo pensare che di questo si tratti, sono stati interessati anche gli organi e e le associazioni onlus per la donazione del sangue come Fidas, Avis, CRI e Fratres. Intanto sono attesi domenica a San Pietro i cinque autisti partiti ieri da Padova in biciletta per una campagna di sensibilizzazione alla donazione. Ad attenderli anche il sindacato Atac CambiaMenti M410. Chissà se magari per quel giorno il sindaco Marino avrà dato una risposta a un cavillo che, oltre a violare la normativa nazionale, rischia di far crescere ulteriormente l’emergenza sangue nella Capitale.

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