Roma Capitale

«Nessun dialogo con Tagliavanti»

Il neoeletto: «Governeremo lo stesso»

Nessun riavvicinamento, anzi. Fallita ad oggi ogni prova di dialogo tra il neo presidente di Camera di Commercio, Lorenzo Tagliavanti, e l’asse Confcommercio/Unindustria, convinta più che mai ad andare avanti nel fare opposizione al direttore della Cna di Roma. «Non ci rappresenta, la sua elezione è basata su numeri gonfiati», tuona Rosario Cerra, presidente di Confcommercio che questa mattina, insieme al leader di Unindustria, Maurizio Stirpe, ripeterà ai quattro venti il perché della loro opposizione e forse anche le ragioni del "no" alla presenza in giunta di giovedì prossimo. Giornata in cui dovrebbero essere eletti i nuovi membri (è all’ordine del giorno) e per farlo basterà la presenza del 51% dei consiglieri, vale a dire 17 di loro. Assai probabile che a quella chiamata non parteciperanno né Cerra, tantomeno Stirpe e molto probabilmente neanche l’Acer (costruttori) visto che il presidente, Edoardo Bianchi, prenderà parte alla conferenza stampa di oggi. Dove si metteranno nero su bianco anche le proposte degli industriali e dei commercianti. «Chiederemo che ogni decisione presa da questa presidenza sia soggetta a chiari e inequivocabili meccanismi di trasparenza – spiega Cerra – questo per il bene dell’Ente e delle imprese». Nel frattempo andranno avanti i ricorsi presentati da alcune associazioni di categoria, che non hanno digerito affatto bene l’elezione del direttore di Cna. Eppure le prove di dialogo erano partite subito al rientro dalle vacanze. Contatti tra Tagliavanti, Cerra e Stirpe ci sono stati ma non hanno sortito alcun effetto se non quello di inasprire ancora di più i toni. «Quando si fa un patto tra tre uomini d’onore e poi uno di questi il patto non lo rispetta allora gli altri due possono legittimamente irrigidirsi», dice Cerra. L’allusione è a Tagliavanti (che avrebbe tradito) e a quel patto nel quale, spiega il presidente di Confcommercio, si era proposto un terzo nome come presidente, l'attuale presidente di Acea Catia Tomassetti, e come vice presidenti Tagliavanti e lo stesso Cerra. Proposta, rispedita al mittente. Dall’altra parte, il presidente della Camera, si dichiara sereno. «Spero ancora nel dialogo e invito i consiglieri che vogliono legittimamente farmi opposizione a farlo nelle sedi opportune, vale a dire in Camera». E se questo richiamo dovesse cadere nel vuoto? «Allora governeremo – replica Tagliavanti – abbiamo il dovere di farlo perché siamo funzionari pubblici». Giovedì il neo presidente conta sulla presenza di almeno 20 consiglieri. In bilico la partecipazione di Catia Tomassetti, che ha disertato le ultime tre sedute per eleggere Tagliavanti, ufficialmente perché all’estero; le malelingue invece sostengono che «non è stato un caso».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.