Roma Capitale

Nidi senza supplenti, un nuovo sit-in

Ancora maestre sulle barricate contro il nuovo bando per la formazione della graduatoria, il nuovo reclutamento che escluderebbe 5mila insegnanti precarie di asili nido e scuola dell’infanzia, in...

Ancora maestre sulle barricate contro il nuovo bando per la formazione della graduatoria, il nuovo reclutamento che escluderebbe 5mila insegnanti precarie di asili nido e scuola dell’infanzia, in pratica le supplenti. «Nidi e scuole dell’infanzia hanno riaperto il primo settembre senza di noi e nessuno ci ha ancora dato la certezza che saremo chiamate» spiega Claudia Ferrarini, una delle centinaia di maestre, in rappresentanza delle 5mila che protestano, che ieri pomeriggio hanno inscenato un sit-in al Tempio di Adriano, dietro il Campidoglio. In pratica il nuovo bando, spiegano, esclude le supplenti che hanno lavorato più di 36 mesi. E le maestre sono "avvelenate". Anche perché «per noi hanno inviato tre blindati, al funerale di Casamonica nessuno» sottolineano. «Noi siamo le educatrici di terza fascia, precarie dal 2009, e insieme alle colleghe di quarta fascia, precarie dal 2007, chiediamo il ritiro del bando che ci esclude - spiega Ferrarini - nessuno ci ha dato la certezza che le colleghe saranno chiamate rispettando la graduatoria pregressa. Questo bando ci discrimina, e avvantaggia il personale laureato rendendo carta straccia i nostri titoli. Molte di noi che non sono laureate, ma hanno tutti i requisiti rischiano di essere scavalcate dalle laureate, che partono avvantaggiate da un punteggio acquisito solo in virtù del titolo di studio, pur avendo una minore anzianità di servizio». La tensione è alle stelle. Le precarie chiedono il «ritiro del bando del nuovo reclutamento» e se non saranno accontentate sono intenzionate a trasformare il sit-in in presidio fisso. «Passeremo la notte qui» annuncia Antonella, una delle supplenti. Finalmente in serata l’atteso incontro con la dottoressa Maria Laura Benente e una delegazione di rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl, Usb e Csa. «Ma nessuna rassicurazione certa» concludono amaramente le insegnanti.

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