È arrivato dritto dritto sulle due ruote l’ennesimo aut aut al sindaco ciclista, Ignazio Marino. A parlare, senza mezzi termini, l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Stefano Esposito, già parlamentare Pd, giunto al Colle capitolino per la «fase due» voluta dal premier Renzi: ovvero "supportare" il chirurgo dem. Il punto è delicato e riguarda il tallone d’achille di un primo cittadino, sin da subito apparso come "fanatico" della bicicletta ma che, a due anni e mezzo dall’arrivo in Campidoglio, oltre a cambiarsi la due ruote «classica» con una a pedalata assistita, non ha fatto. Anzi sì. L’annuncio, l’8 maggio, della realizzazione del Grande Raccordo Anulare per le biciclette. Il «Grab», che ha suscitato sin da subito gli entusiasmi del ministro Delrio, pronto a "staccare" l’assegno di 4 milioni per realizzare 44 chilometri di anello ciclabile. Non tutte le ciambelle - è il caso di dire - riescono col buco. E quella del Grab sembra proprio una di esse. «Il Grab, così come è stato raccontato, ha dei seri problemi - ha detto l’assessore Esposito - uno su tutti quello che dovrebbe passare all’interno di alcune ville storiche che, come sappiamo, a determinati orari chiudono, cosa che renderebbe il Grab un percorso "a tempo". Intendo quindi rivedere la progettazione e averne una di qualità: non mi interessa "vendermi" la realizzazione di un Grab fatto con due strisce per terra. Voglio che i ciclisti possano pedalare in sicurezza e non mi importa di quello che dicono le associazioni». A togliere le castagne dal fuoco ci hanno pensato le stesse associazioni (snobbate nella consultazione del progetto Grab) che hanno riportato sui social la conversazione - registrata - avuta martedì con Esposito. Una pubblicazione, secondo l’assessore, che ha completamente stravolto il senso dell’incontro. Certo è che leggere di un assessore che afferma che «a Roma la mobilità è fuori controllo. Non c’è un piano per la mobilità che abbia un senso», fa un certo effetto. «Evidentemente ho sbagliato a incontrare queste associazioni, che tra l’altro spesso non rappresentano nessuno - ha detto Esposito - e con le quali non parlerò più. Sul Grab ho instaurato un rapporto serio con Legambiente e ne parlerò anche con Delrio, al quale il Grab sta molto a cuore, sia come ciclista sia come ministro delle Infrastrutture». Una buccia di banana insomma organizzata da un paio di associazioni che tuttavia si potrebbe rivelare un boomerang. Per loro stesse, considerato che insistono sulle «bike lines», ovvero piste "disegnate" sull’asfalto praticamente gratis ma che realisticamente, come sottolineato da Esposito, provocherebbero «morti gratis» e per questo «non le faccio». Ma il grande progetto ciclabile del sindaco Marino non è l’unico a tramontare sotto i colpi dei nuovi «super assessori» venuti dal Parlamento per dare una sterzata a un timone vacillante. E così mentre infuriano le polemiche su rifiuti, trasporti, scuole, commercio, il primo cittadino commenta solo la trasmissione Porta a Porta sui Casamonica e la vicenda dei migranti, che a Roma sono troppi. Ça va sans dire.
Addio "grande raccordo" per le bici
Il responsabile alla Mobilità Esposito stralcia il "sogno" del sindaco ciclista LEGGI ANCHE Quattro milioni da spendere per collegare tutte le piste
