Roma Capitale

Ancora piromani in azione. Distrutte sette auto

Sette macchine bruciate in quattro vie diverse di Tor Bella Monaca. A ventiquattro ore dall’incendio nell’autorimessa di via dell’Impruneta, in zona Magliana, che ha ridotto in cenere 25 auto e 7...

Sette macchine bruciate in quattro vie diverse di Tor Bella Monaca. A ventiquattro ore dall’incendio nell’autorimessa di via dell’Impruneta, in zona Magliana, che ha ridotto in cenere 25 auto e 7 scooter nel garage di un palazzo poi evacuato, ieri notte i piromani hanno mandato in fumo la periferia est della Capitale con un rogo appiccato tra via dell’Archeologia, via Amico Aspertini ed altre due stradine private. A chiamare i vigili del fuoco sono stati gli inquilini dei palazzi che si affacciano sui parcheggi e svegliati, intorno alle 3, dal bagliore delle fiamme e dall’odore acre del fumo. Sono stati proprio alcuni residenti a spegnere con ogni mezzo una delle macchine avvolte dalle fiamme prima dell’arrivo dei pompieri con tre autobotti. Sul posto anche gli agenti del commissariato Prenestino con tre volanti a caccia di tracce per il momento non trovate. La successione degli incendi e la vicinanza tra uno e gli altri lascerebbero tuttavia ben pochi dubbi sull’origine dolosa e sulla possibilità che a colpire, senza un movente specifico, siano state due o forse più persone insieme. Pochi giorni fa è finito nuovamente nei guai il 18enne già arrestato con l’accusa di essere il «piromane di Montesacro». I carabinieri del Nucleo Operativo gli hanno notificato un provvedimento cautelare in quanto ritenuto responsabile di altri tre incendi avvenuti tutti nella notte del 4 aprile scorso e a mezz’ora di distanza uno dall’altro. A bruciare furono dieci mezzi, tra automobili e moto, parcheggiati in via della Bufalotta, via Monte Beni e via Monte Rocchetta, nella zona del Tufello. Le indagini hanno accertato la responsabilità del ragazzo per altri undici roghi appiccati tra la fine di ottobre del 2014 e aprile scorso, per un totale di ben 42 veicoli ridotti in cenere. In camera da letto del presunto piromane, ora agli arresti domiciliari nella stessa comunità alla quale era stato affidato la settimana scorsa, i carabinieri hanno trovato numerosi accendini, tre dei quali incollati tra loro e utilizzati quasi sicuramente per accendere il fuoco.

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