Roma Capitale

Brucia l’ex favelas degli eritrei

Fiamme nell’ex insediamento abusivo di Ponte Mammolo, sgomberato e demolito l’11 maggio scorso, nel frattempo diventato una discarica a cielo aperto. Ieri pomeriggio un grosso incendio è divampato in...

Fiamme nell’ex insediamento abusivo di Ponte Mammolo, sgomberato e demolito l’11 maggio scorso, nel frattempo diventato una discarica a cielo aperto. Ieri pomeriggio un grosso incendio è divampato in via delle Messi d’Oro, alle spalle della fermata della linea B della metropolitana, dove per anni hanno vissuto rom, bengalesi e nordafricani "in transito", soprattutto eritrei. Dopo lo sgombero sul posto sono rimaste le macerie delle baracche costruite dagli occupanti. E ieri proprio quei resti, un cumulo enorme di materiale di ogni genere chiuso da una recinzione in ferro e ancora non rimosso, hanno preso fuoco verso le 13. Una lunga colonna di fumo nero si è sprigionata dalla combustione di plastica, gomme e altri rifiuti, che ha raggiunto anche l'istituto di ricerca dell’ospedale Regina Elena, che si trova proprio adiacente all’ex favelas. Allarmati i residenti, che si sono detti stanchi e preoccupati del degrado in cui versa l'intera zona e i frequenti incendi che scoppiano proprio dai cumuli di immondizia. «Qui purtroppo i roghi di rifiuti sono frequenti - ha detto Franco Barigelli che vive nei pressi del luogo in cui è scoppiato l’incendio - la notte scorsa non si poteva dormire, in casa si soffocava a causa di un altro rogo divampato da un cumulo di spazzatura quasi davanti all’ingresso dell’istituto di ricerca. Ho deciso di scrivere al sindaco Marino perché questa situazione è diventata impossibile. Periodicamente dobbiamo subire questi attacchi alla nostra salute». In via delle Messi d’Oro, dove nel parcheggio della metropolitana è scomparso anche l'accampamento di tende nato dopo lo sgombero, sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno domato le fiamme. Le cause del rogo sono ancora in via di accertamento, ma non si esclude l’origine dolosa. L’insediamento abusivo era composto da circa 60 tra roulotte e baracche, in cui viveva danni anche qualche nucleo familiare. In tutto 200 tra rom, bengalesi e nord africani. Una sorta di «non luogo», che rappresentava un punto di ritrovo per i profughi che a seguito gli sbarchi sulle nostre coste, si muovevano per raggiungere il nord Europa. Spesso questi «fantasmi», senza documenti e quindi clandestini sul territorio italiano, si appoggiavano magari per qualche ora in via delle Messi d'Oro prima di proseguire il viaggio.

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