Con il gabbiotto sconquassato, piena di rifiuti, le inferriate nere, l’icona completamente sbiadita. L’edicola della Papessa Giovanna in via dei Querceti al Celio versava, fino a poco tempo fa, in uno stato di degrado tale da preoccupare i cultori della romanitas. «Così, abbiamo deciso di intraprendere interventi conservativi per ridare al quartiere quell’immagine della Vergine oggetto di grande devozione popolare», spiega Patrizio Picciotti, presidente dell’associazione culturale sportiva dilettantistica «Via San Giovanni in Laterano». I residenti del Celio, insomma, si sono sostituiti alle istituzioni per non restare a guardare la storia del loro quartiere andare in malora. «Il restauro del sacello deve proseguire per riportare il monumento il più possibile vicino allo stato originario. Ci facciamo promotrici di una raccolta di fondi per la salvaguardia di un monumento che, pur oltraggiato dal tempo e dagli uomini, ha ancora molto da svelare agli studiosi tutti e ai cittadini di Roma», aggiunge Picciotti. Il Celio non è solo violato nella sua storia. L’area antistante l’ospedale militare è il regno dei parcheggiatori abusivi, l’omonimo parco è senza manutenzione nonostante gli investimenti recenti, l’area verde con i giochi per i bimbi in balìa dell’incuria. Da mettere in conto, poi, le vibrazioni per il passaggio dei mezzi pesanti aziendali e privati in via Labicana che fanno oscillare i pavimenti delle abitazioni e l’area archeologica, una questione più volte segnalata da chi ci vive e mai risolta. E poi «le strade che versano in condizioni penose – lamentano gli abitanti – l’insufficienza assoluta nella pulizia delle caditoie fognarie e dei chiusini, la necessità di riordino della segnaletica stradale di ogni tipo, i cassonetti maleodoranti nei vicoli e in piazza San Clemente, dove gli alberi hanno bisogno di essere potati. E, magari, andrebbe anche iniziato un percorso di valorizzazione dell’area antistante la basilica in vista del Giubileo straordinario». Di proposte di riqualificazione, loro ne hanno tante in mente per rivedere il Celio nel lustro di un tempo. E in mente, da tempo, custodiscono anche un forte desiderio: che la storica fontana attribuita a Virginio Vespignani torni dov’era un tempo, cioè a ridosso del muro perimetrale del convento di San Clemente sulla piazza. «Per tale motivo sarà avviata una raccolta firme, al fine di richiedere formalmente al Campidoglio e alla presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi il suo ripristino nel sito originario», annunciano dall’associazione di quartiere. «Tra l’altro, valorizzerebbe ulteriormente l’estetica architettonica dei luoghi».
L’edicola della Papessa adottata dai residenti: colletta per salvarla
Con il gabbiotto sconquassato, piena di rifiuti, le inferriate nere, l’icona completamente sbiadita. L’edicola della Papessa Giovanna in via dei Querceti al Celio versava, fino a poco tempo fa, in...
