"Nonostante la distanza fisica, ho parlato in questi giorni con il sindaco Marino con il quale ci sentiamo spesso e volentieri". Il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, fa sapere che nella Capitale non c'è alcuna diarchia. Il sindaco è uno e si chiama Ignazio Marino.Il prefetto parla dei suoi nuovi compiti al Campidoglio e all'organizzazione del Giubileo. Su quest'ultimo tema annuncia l'incontro con il vicesindaco Causi, propedeutico all'insediamento della segreteria tecnica che avverrà domani: "Sarà il luogo della condivisione e del coordinamento". Un solo sindaco Le parole di Gabrielli sono chiare: "Questa città ha un solo sindaco, eletto dal popolo e legittimato dal voto, che rimarrà fino alla fine del suo mandato. Non possono esistere giuridicamente consolati che possano depotenziare il ruolo, la funzione e le responsabilità in capo al primo cittadino", ha aggiunto. Nel giorno in cui comincia ufficialmente la collaborazione tra prefetto e Campidoglio sulla gestione del Giubileo e sulla vicenda Mafia capitale, Gabrielli non risparmia però un monito: "Il prefetto di Roma qualora le sue indicazioni o proposte rimanessero lettera morta, può ricorrere allo scioglimento di un comune per gravi e reiterate violazioni di legge". Ruoli chiari, dunque: "Non vorrei che, come al solito in questo Paese, passasse la logica del tarallucci e vino: come non esistono diarchie, consolati o condomini, deve esserci una forte assunzione di responsabilità". In ogni caso, Gabrielli assicura che "sicuramente non si candiderà a Roma, né per fare il sindaco, né il presidente di regione o svolgere altra carica". Questo per fare chiarezza per sempre, per la serenità delle istituzioni di questa città". L'inadeguatezza dell'articolo 143 Gabrielli a margine di un sopralluogo alla sede del Nue di Roma e provincia fa sapere: "Apro e chiudo parentesi. Questa vicenda forse interroga soprattutto il potere legislativo e cioè quella che oggi è una assoluta inadeguatezza della norma 143 del Tuel (che prevede lo scioglimento dei Consigli comunali, ndr). Lo strumento del 143 va un pò rivisto, continua il prefetto. Solo che noi operiamo a legislazione vigente e il ministro, ovviamente, non ha potuto non tenere conto di questa fotografia e, quindi, ha chiesto al prefetto di porre in essere una serie di iniziative volte a fare proposte e a dare indicazioni rispetto ai settori che sono emersi dalla relazione, settori nei quali c'è stata questa criticità. Quindi il prefetto adesso, nell'ambito di un rapporto di leale collaborazione, andrà innanzitutto a fare una verifica dell'esistente, perché la fotografia che ha avuto il ministro era riferita ad un tempo che non c'è più". Nel frattempo sono passati mesi, il Comune si è dotato di un assessorato alla Legalità che ha prodotto i suoi risultati, sono stati fatti interventi sui dirigenti, i funzionari ritenuti in qualche modo non propriamente adeguati, nell'espressione più edulcorata. Sono stati dati indirizzi, penso alla Centrale unica degli acquisti e al protocollo con l'Anac. Oggi il prefetto è chiamato a fare la fotografia di quella che è oggi la macchina amministrativa di questo Comune e, all'esito di questo, poi farà delle indicazioni e delle proposte". Il problema terrorismo "Questo è il Giubileo ai tempi dell'Isis, di una radicalizzazione quasi epocale, e quindi dobbiamo affinare quanto più possibile i nostri strumenti". Il prefetto a margine del sopralluogo nei locali del Nue 112 dichiara: "Se voi pensate che lo diciamo per scaramanzia vi sbagliate. Noi pensiamo che quella del terrorismo internazionale sia una minaccia assolutamente concreta e reale, ma come tutte le minacce non vuol dire che dobbiamo chiuderci in casa o aspettare in modo fatalistico che avvengano le cose. Dobbiamo attrezzarci in modo che la minaccia non si concretizzi in modo negativo", ha concluso. Il numero unico per le emergenze Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e il Prefetto di Roma questa mattina hanno effettuato un sopralluogo nei locali della ex Casa della Bambina Giuliano Dalmata (via Laurentina 631) che ospiteranno la nuova Centrale Unica per le Emergenze di Roma e provincia. Il nuovo Nue 112 (Numero Unico per le Emergenze) progetto promosso dalla Regione Lazio e finanziato con 3,5 milioni di euro, raccoglierà come indicato delle Direttive europee i quattro numeri per le emergenze: Carabinieri (112), Polizia di Stato (113), Vigili del Fuoco (115), Emergenza Sanitaria (118). Il nuovo Nue 112 consentirà un migliore coordinamento delle Forze dell'Ordine con una maggiore ottimizzazione delle risorse e degli interventi. Lo scorso 7 luglio è stato firmato un protocollo con il Ministro Alfano per l'attuazione nella Regione Lazio (seconda Regione dopo la Lombardia a dotarsi di una centrale unica) del numero unico di emergenza europeo secondo il modello della centrale unica di risposta. Secondo gli standard imposti dall'Europa la chiamata per l'utente deve essere gratuita e si deve essere in grado di dare risposte multilingue ( almeno 12 lingue). In questa centrale lavoreranno 80 persone, personale regionale che si sta già provvedendo a selezionare e a formare. In funzione ci sono 15 postazioni che diventano 34 in situazioni di particolari emergenze o eventi. Secondo le stime compiute la centrale unica di risposta che servirà Roma e provincia (3,5 mln di utenti) sarà in grado di gestire nell'arco delle 24 ore un traffico telefonico di circa 15 mila chiamate. L'adozione della nuova Centrale unica per le emergenze porterà un significativo miglioramento nei tempi di intervento (sarà possibile geolocalizzare le chiamate), la riduzione al minimo degli errori (filtrando le chiamate inappropriate) e la semplificazione garantendo la massima accessibilità sia cittadini italiani che stranieri. L'ex Casa della Bambina diventerà un vero e proprio polo per le emergenze, infatti la struttura ospiterà successivamente anche l'Agenzia regione di Protezione civile con gli uffici amministrativi, la Sala operativa e il Centro Funzionale.
Gabrielli: "Roma ha un solo sindaco. Ma io posso sciogliere il comune"
Il prefetto assicura che non esiste un "consolato" ma avverte Marino: "Le mia indicazioni o proposte non rimangano lettera morta"
