Roma Capitale

Il Campidoglio accellera sul Giubileo Tempi stretti, arrivano i cantieri lampo

Oggi in giunta una nuova delibera dopo quella approvata prima di Ferragosto

Mobilità e traffico. Nient’altro. Di questo dovranno occuparsi il sindaco Ignazio Marino e la sua Giunta in vista della preparazione per il Giubileo straordinario della Misericordia, che inizierà il prossimo 8 dicembre per volere di Papa Francesco. Il Consiglio dei Ministri di questa mattina, oltre ai provvedimenti da prendere rispetto al Campidoglio dopo lo scandalo di Mafia Capitale, provvederà anche al varare il cosiddetto«pacchetto Roma», ovvero il via libera alle opere da realizzare grazie ai 50 milioni sbloccati dal Governo prima di Ferragosto con l’allentamento del patto di stabilità. Tutti interventi da mettere in campo in tempi brevi, attraverso «gare lampo», normate da Palazzo Chigi, da assegnare entro la prima settimana di settembre, affinché i cantieri si possano aprire entro il 10 del prossimo mese. Si discuterà soltanto più avanti, invece, della possibilità di sbloccare altri 30 milioni per consentire un’integrazione delle opere   LE OPERE Prima della riunione del CdM, in Campidoglio si svolgerà una Giunta straordinaria presieduta dal vicesindaco Marco Causi, che modificherà la delibera già presentata il 12 agosto. Una correzione tecnica, che non cambierà la sostanza del provvedimento. Parliamo infatti della riqualificazione di piazza della stazione San Pietro e di piazzale Ostiense, dei marciapiedi che portano al Vaticano, la manutenzione straordinaria dei lungotevere, lo smantellamento dei sampietrini da via IV novembre e via Cesare Battisti (ma non da piazza Venezia o piazza del Popolo), la riqualificazione delle aree adiacenti alle basiliche di San Pietro, San Giovanni e San Paolo fuori le mura, così come del parco del Colle Oppio, ma anche un collegamento tram tra porta San Paolo e stazione Trastevere. Ci sarà anche la «rigenerazione urbana» della chiesa di Santa Maria Iosefa e la manutenzione dei 400 bagni pubblici di Roma. «L'unica deroga che chiederemo al Governo – ha detto l’assessore alla Legalità, Alfonso Sabella - è sulla diminuzione dei tempi previsti per le gare. Abbiamo una serie di progetti definitivi o esecutivi già pronti per andare in gara ma abbiamo bisogno di termini più ridotti. L'obiettivo è di partire con i nuovi cantieri h24 dal 10-15 settembre. Qualche disagio per i cittadini ci sarà ma è inevitabile: siamo al limite dei tempi».   I MALUMORI Certo è che le vacanze prolungate di Ignazio Marino e la gestione della partita giubilare potrebbero non essere due vicende slegate. Tutt’altro. Il sindaco, infatti, da sempre non digerisce le diminutio che arrivano dall’alto, in particolare quando si parla di Giubileo. Così, la mossa del premier Matteo Renzi di affidare al Campidoglio solamente la programmazione sulla mobilità, lasciando al prefetto Franco Gabrielli le chiavi del coordinamento non e’ proprio andata giù al chirurgo Dem. Che dunque preferisce rilassarsi fra le vetrine della 5th Avenue piuttosto che restarsene in panchina mentre gli altri si giocano la partita più importante del campionato. Tutto questo, nonostante oggi il CdM non emetterà un decreto ufficiale con il quale darà i pieni poteri a Gabrielli: solo mera divisione dei ruoli. Tenendo conto, poi, che l’inquilino di Palazzo Valentini sarà anche colui a cui verrà affidato il compito di far uscire il Campidoglio dalla melma di Mafia Capitale (con i presupposti evidenziati dal fattaccio del funerale dei Casamonica), allora ecco che comprensibilmente Marino e’ pronto a vestire la maglietta con su scritto un ben poco democratico «I don’t care». Il punto è: quanto è salutare per Roma (e per Marino stesso) avere un sindaco commissariato su olimpiadi (Malagò), giubileo (Gabrielli), legalità (ancora il prefetto), rapporti con il Governo (Causi) e politica (Orfini)?

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