«È stato come un fulmine a ciel sereno» così Francesca, 30 anni, maestra d’asilo precaria di quarta fascia dal 2007, descrive la sensazione che ha avuto venerdì scorso, quando ha appreso del bando comunale che la cancellava per sempre dalla graduatoria perché ha lavorato più di 36 mesi. «Non è possibile, questo è il lavoro che ho scelto e che amo tantissimo - spiega con voce angosciata - Non potrei fare altro. Non chiedo assunzioni, nè aumenti, ecc. Mi sta bene così, una vita da precaria con il mio stipendio da 950-1000 euro al mese. Che nei mesi più fortunati può arrivare a 1350 euro. Non capisco perché il Comune butti via persone che ha formato professionalmente. L’esperienza e il merito sono diventati, all’improvviso, disvalori». Francesca è preoccupata e anche arrabbiata. «Domani mattina (oggi per chi legge, ndr) andrò al Campidoglio per protestare, chiedere, sapere. Saremo in tante, ci siamo messe d’accordo attraverso un tam tam su facebook». Francesca che a 18 anni aveva fatto un concorso comunale per educatrice di nido («piazzandosi bene in graduatoria») ha poi optato per la scuola dell’infanzia. «Mi trovo nella graduatoria di quarta fascia grazie a un bando comunale uscito nel 2005 senza concorso - spiega - dopo non ce ne sono più stati fino a quest’ultimo». Dal 2007 ha lavorato in maniera continuativa con supplenze da 4 ore e mezza o 6 ore al giorno, di breve durata ma anche a lungo termine. «Ogni mattina da otto anni aspetto la telefonata dal Municipio, io sto al VI ex VIII, e poi mi reco nella scuola dove copro il buco. Sono stata fortunata ma è pur vero che ho sempre dato la mia disponibilità e poi lavoro in un municipio che è più grande di Siena. Ho sempre anteposto il lavoro a qualsiasi cosa. Mai potuto organizzare qualcosa, un viaggio ad esempio. In questa situazione è difficile pure fissare una visita medica. Non ho mai potuto accompagnare mia figlia a scuola né seguire i suoi inserimenti. Ma non mi lamento». Il fatto che l’assessore alla scuola Rossi Doria abbia assicurato che la «graduatoria permanente non sarà toccata» la indispettisce anche di più. «Lui si riferisce alle 1390 assunte con il concorso del 2012 - dice - è la fascia dove si è attinto per le 500 assunzioni. A loro vengono destinati gli incarichi annuali anche se, quest’anno, stranamente ancora non sono stati formalizzati». La quarta fascia, invece, è quella dove s’attinge per le emergenze, per i vuoti che si creano all’improvviso. «La quarta fascia non è stata mai aggiornata - prosegue Francesca - quindi le insegnanti alle prime armi e quelle più esperte sono sullo stesso piano». Anche per questa assurdità Francesca chiede giustizia. Cornute e mazziate. «E ora in virtù della Jobs Act noi più esperte veniamo cacciate via e le altre restano. Almeno finché non lavorano per 36 mesi». Sono tante le maestre che stanno vivendo questa situazione, circa cinquemila. Alcune di loro hanno 55, 60 anni. «Meglio precarie che niente - dice Francesca - lasciateci lavorare». Le richiesta sono chiare: in graduatoria tutte o nessuno. E poi la proroga di un anno della jobs act, come nella scuola statale.
"Io maestra precaria buttata fuori"
Francesca: "Dopo otto anni al mio posto nuovi insegnanti a tempo"
