Roma Capitale

«Travel to dentist»: volantini sul parabrezza

I romani per la crisi vanno meno dal dentista e i paesi dell’Est ne approfittano per mettere a segno affari low cost. Come? Semplice con la formula «Travel to dentist». Basta vedere i volantini...

I romani per la crisi vanno meno dal dentista e i paesi dell’Est ne approfittano per mettere a segno affari low cost. Come? Semplice con la formula «Travel to dentist». Basta vedere i volantini sulle auto e lasciati nei palazzi della Capitale che mietono consensi. Cure dentali in Moldavia, soprattutto, o altri Paesi come Ungheria, Croazia, Albania, Polonia e Bulgaria, a costi sotto traccia. Lo chiamano «Turismo dentale», espressione che rende non poco. C’è pure un sito dedicato che serve a raccogliere i clienti: stop alle file in sala d’aspetto, consultazione e preventivo gratuiti, servizi immediati, senza bisogno di visto e con supporto, sempre gratis, per tutto il periodo di soggiorno. Compresa la prenotazione di comodi appartamenti a 10 minuti di distanza a piedi, e pure meno, dalla clinica odontoiatrica, aiuto nella ricerca di biglietti aerei convenienti, trasporto da-all’aeroporto, persino la possibilità di avere un cellulare per il periodo di soggiorno che permette di evitare grosse spese per chiamate locali o in Italia e assistenza nell’organizzazione di escursioni interessanti a prezzi accessibili. Fino alla chance di poter assoldare, sempre senza sborsare un euro, un interprete preparato a dovere per assicurare le traduzioni esatte dei termini odontoiatrici, in grado di spiegare ogni procedura in parole semplici. E pure un certificato di garanzia per i trattamenti effettuati. D’altronde, «è molto più importante che un dentista sia valido che la lingua in cui lui parla, tuttavia il risultato del trattamento e la soddisfazione del paziente dipendono per gran parte dalla comprensione tra dentista e paziente», rileva il sito dell’Agenzia «Travel to dentist» che trabocca di testimonianze. Alcuni studi capitolini di livello, passandosi una mano sulla coscienza in fatto di costi delle cure, quest’anno sono rimasti aperti fino a prima di Ferragosto, buttandola tutta in qualità doc made in Italy per contrastare la nuova concorrenza. Quella che non parla italiano e punta a convincere i temerari dal portafogli in panne.

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