Roma Capitale

Asili e nidi, a rischio 5000 maestre

Il nuovo bando comunale taglia le supplenti con cumulo di 36 mesi

Tra una settimana circa riaprono gli asili nido comunali della Capitale. Il clima non è dei migliori. Per migliaia di educatrici e maestre è stato un agosto amaro e di angosciosa attesa. Il colpo di grazia è arrivato ieri con l’emanazione da parte del Comune dei bandi per supplenze nei nidi e nelle scuole dell'infanzia comunali. In pratica sono state espressamente escluse quelle educatrici e maestre precarie che lavorano da anni e, che finora hanno sopperito alle carenze organiche. Spiega in una nota la Fp Cgil di Roma e del Lazio. «Sembra una cattiveria gratuita e insensata - prosegue - eppure così c'è scritto nella determinazione dirigenziale che ha prodotto i bandi. Chi ha cumulato più di 36 mesi, anche non continuativi, non potrà più svolgere il ruolo di supplente». Non è una novità l’intenzione del Comune di abbattere, comunque, ridimensionare le liste dei supplenti. Secondo il sindacato, però, qui si tratta di una «superficiale interpretazione della norma sul limite dei contratti a tempo determinato». Lo Jobs Act, in effetti, , deroga ai limiti dei 36 mesi per il personale supplente. «Noi come CGIL abbiamo chiesto un’interpretazione al Governo sull'estensione, storicamente applicata, di quanto previsto per la scuola statale, ai servizi all'infanzia dei comuni» fanno sapere i sindacalisti. E anche l’Anci si è mossa in questo senso. Il problema è serio, perché significa lasciare scoperti migliaia di posti. E chi coprira le carenze di organico? Applicando alla lettera le norme overnative il Comune rischia di mettere sulla strada almeno cinquemila lavoratrici del settore, competenti e formate, con anni di esperienza alle spalle.«Il nuovo bando per coprire le carenze di organico di nidi e scuole si trasforma in un licenziamento di massa - denunciano pure i sindacati di base Usb - Invece di assumere, come richiesto dalla Corte di Giustizia al nostro Paese, si licenziano 5.000 lavoratrici che, ormai da decenni, coprono con contratti precari i vuoti di organico». Ora si passa a chiedere il ritiro immediato dei bandi e l’apertura di un tavolo di confronto che punti a dare realmente continuità e stabilità lavorativa dei servizi all'infanzia della Capitale. A rimetterci infatti non sono soltanto le precarie storiche ma soprattutto i bambini che invece hanno il diritto ad avere un servizio qualitativamente eccellente. Queste notizia non fanno piacere neanche alle famiglie. Si spera, dunque, che il neo assessore alla scuola Rossi Doria che ha esordito con oltre 300 assunzioni di insegnati della scuola dell'infanzia intervenga per evitare il caos all'apertura dell'anno scolastico. «Il confronto va aperto subito - fanno sapere i sindacati - l'apertura di scuole e nidi è prossima, altrimenti l'azione sindacale (e la tutela legale) non si farà attendere». La risposta di Rossi Doria non si è fatta attendere: «oÈ opportuno sanare rapidamente la disparità tra scuole statali e scuole comunali. È infatti proprio su un'ipotesi di estensione di questa deroga che ci stiamo impegnando. Gli avvisi del Comune non annullano cle graduatorie permanenti esistenti».

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