La soap opera sull’ufficio del Giudice di Pace di Ostia torna a infiammare la già bollente estate lidense con una nuova avvincente puntata. Mentre lo storico e "stoico" giudice Claudio Fiorentino ha da tempo trasferito le proprie competenze e mansioni in quel di via Teulada, il Tar Lazio tira fuori le unghie e nomina un Commissario ad acta per far rispettare le decisioni già prese dal Tribunale Amministrativo in merito alla chiusura "illegittima" dell’ufficio giudiziario. Stando a quanto disposto dall’ordinanza, il Giudice di Pace dovrebbe tornare a Ostia già il primo settembre prossimo. Dopo il ricorso presentato dall’associazione "Comitato Ostia", il Tar Lazio ha infatti imposto l’esecuzione dell’ordinanza cautelare n.1119/2015 con cui era stata scongiurata la cessazione del funzionamento dell’ufficio, provvedendo alla nomina di un Commissario che dia esecuzione all’ordinanza stessa, controllando l’operato del Ministero. Una gran notizia per i cittadini lidensi, se non fosse che personale, fascicoli - nel frattempo spostati a Roma - e arredi non abbiano più un tetto sotto il quale essere "sistemati". I locali di via Costanzo Casana, infatti, sono tornati al legittimo proprietario dopo la soppressione dell’ufficio disposta dal Ministero di Giustizia con una legge vecchia di tre anni. Una beffa vera e propria, epilogo (forse) di una "sfida" tra Tribunale Amministrativo e la burocrazia del Guardasigilli portata avanti a suon di decreti, sospensive, atti di forza e impugnazioni. «La sede di via Casana era stata soppressa nel 2012 con un’apposita legge che contrastammo in ogni modo - spiega l’ex Giudice di Pace di Ostia, Claudio Fiorentino -. Reinsediata con una nuova legge nel 2014, il Tar ne aveva bloccato la chiusura ma il Ministero ha continuato a muoversi in senso contrario nonostante la sospensiva ancora in corso. I fascicoli sono stati trasferiti alla chetichella in via Teulada, a dispetto dei provvedimenti del Tribunale che lo impedivano, e ai giudici amministrativi non è rimasto che nominare un "guardiano" che faccia finalmente rispettare le decisioni puntualmente snobbate. A oggi non esiste più neanche l’ufficio in quanto l’amministrazione Marino ha pensato bene di dare disdetta del contratto di locazione della struttura - aggiunge Fiorentino -. Personalmente non ho fatto domanda di tornare a Ostia proprio per non ritrovarmi nell’epicentro di una guerra per fare ogni minima cosa. Io resto a fare il mio lavoro a Roma, mi spiace per i cittadini del X Municipio, i cui fascicoli sono stati asportati a maggio senza ragione con un vero e proprio abuso che ho denunciato alla magistratura penale. Inutile la richiesta di un intervento all’assessore alla Legalità Sabella, ben prima che venisse nominato il Commissario ad acta. Se lui, che ha un passato come pm di spessore, si fosse fatto sentire, forse si sarebbe evitata questa catastrofe giudiziaria in danno dei residenti».
Contrordine del Tar Da settembre torna il giudice di Pace
Il Tribunale amministrativo mette fine alla querelle
