Scuola Uruguay, grosso edificio, nata anni fa come scuola media. Tanto spazio, moltissime stanze su più piani, un volume in gran parte inutilizzato, qualche stanza abitata da abusivi e altre diventate depositi-discariche. Il tutto nel vasto triangolo delineato da via Sergio Tofano, via Giulio Pasquati e dal viadotto Antonio Segni. «La scuola va pian piano distruggendosi per l’abbandono – sottolinea Luciano Gagliardi, presidente del Comitato di Quartiere – Anni fa girò la voce falsa che si spacciava, la cosa fece rumore e sensazione, le iscrizioni diminuirono. Oggi è una desolazione: non c’è più nulla. Uno spreco immenso a cominciare dalla grande palestra. Riguarda circa due ettari fra edificio e terreno che la gente vorrebbe prendere in carico per curarli e renderli degni». Oggi, in una minima porzione dell’edificio sta il nido La Contea degli Hobbit, «dopo una dura lotta adesso è per sessanta posti ma, con lo spazio che c’è, si potrebbe benissimo ampliare visto che in tutto il Municipio mancano ancora 700 posti – continua Gagliardi – In più, abbiamo contrastato con forza l’idea delle istituzioni di utilizzare l’edificio scolastico come abitazione per rifugiati, proprio perché dentro c’è anche l’asilo. Si deve trovare una sistemazione che sia degna». In molte stanze stanno accatastati e ammassati letti, computer, schermi, fotocopiatrici, materiale in gran parte molto vecchio e inutilizzabile, almeno per quanto riguarda le apparecchiature elettroniche e da ufficio. Un simile disordine e una simile trasformazione in discarica, rende questi ambienti potenzialmente pericolosi in caso di incendio. Il pensiero va subito ai bambini del nido. Al 90 di via Sergio Tofano, a uno dei cancelli dell’edificio, scolorite e malconce targhe indicano un centro di formazione professionale e orientamento lavoro del Comune, poche stanze a piano terra. Poi, basta imboccare le scale esterne del palazzo, raggiungibili da chiunque, per esplorare i vari piani, accorgersi della situazione, di qualche ambiente trasformato in improvvisata abitazione, della più grande desolazione interna. Non va meglio attorno al palazzo: bottiglie di birra, lattine, cartacce e altri rifiuti fra l’erba alta e secca. Numerosissimi sacchi con materiale edile abbandonati in alcuni angoli. Il recinto posteriore in legno nel giardino del nido, è in parte scardinato, pericolo segnalato in origine dalla classica rete plastica arancione che, ormai, è caduta a terra. È un tempio alla «terra di nessuno», non governata e senza decoro, tanto quanto basta per deprimere ancora di più il quartiere.
La scuola Uruguay terra di nessuno abitata dagli abusivi
Scuola Uruguay, grosso edificio, nata anni fa come scuola media. Tanto spazio, moltissime stanze su più piani, un volume in gran parte inutilizzato, qualche stanza abitata da abusivi e altre...
