Roma Capitale

L’assessore Danese

A Rebibbia dalle mamme detenute poi dalle donne vittime di violenza

«È una struttura d’eccellenza. Noi la chiamiamo "la nostra casa per un po’" uno di quei progetti che offre alle donne la possibilità di riappropriarsi della propria vita». Sono le parole dell’assessore alle politiche sociali di Roma, Francesca Danese, che ieri pomeriggio ha visitato per oltre due ore la residenza per anziani comunale in zona Boccea. Una struttura nella quale, oltre a 90 anziani, trovano ospitalità e assistenza temporanea anche decine di donne con loro piccoli. «Qui sono ospitate 40 donne con bambini che hanno storie particolari e complicate. Alcune mamme sono vittime di violenza domestica altre vivono situazioni di disagio e povertà», ha spiegato Danese, precisando che a giorni si conoscerà l’esito del bando da circa 400 mila euro per l'assegnazione dei servizi della struttura. «Si tratta di una casa è finanziata dall’assessorato - ha affermato Danese - Costa 25 euro al giorno per ogni ospite e ci sono educatori sia per le mamme che per i bambini». Lo stesso assessore, che nel corso del suo giro si è intrattenuta a lungo anche con gli anziani residenti della casa di riposo, ha poi visitato anche le stanze di alcuni suoi vivaci abitanti. Nella mattinata l’assessore Danese si era recata presso il carcere femminile di Rebibbia per una visita ai bambini delle detenute. «Finalmente porteremo i bambini fuori da Rebibbia, a Natale faremo una festa». Così, riferisce in una nota del Campidoglio. «L’assessore ha voluto incontrare le mamme detenute con bambini, alle quali ha consegnato dei giocattoli a nome del sindaco e dell'Amministrazione - si legge - e nell’occasione visitato gli spazi del carcere dedicati a lavanderia, sartoria e serra dove verranno sviluppati piani di formazione e lavoro». «È intenzione di questa Amministrazione - ha ricordato Danese - portare al massimo l’impegno per le misure alternative alla detenzione, ad esempio utilizzando tutte le opportunità della legge 309 del ’90 per le persone tossicodipendenti, così come quelle offerte dal cosiddetto decreto "Svuotacarceri"».

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