Roma Capitale

Ritrovato piede mozzato La pista da un tatuaggio

C’è scritto: "Oggi è bello morire. Irriducibili Lazio"

Un piede mozzato all’altezza della caviglia e riemerso dalle acque. Un solo indizio per gli investigatori: un tatuaggio con la frase choc «è un bel giorno per morire, irriducibili Lazio». È giallo a Roma sul ritrovamento di parte di un arto, dalla caviglia in giù, con sopra un riferimento al gruppo ultras degli "Irriducibili" della Lazio. Potrebbe appartenere al corpo di un pregiudicato di cui era stata denunciata la scomparsa nei giorni scorsi. La macabra scoperta martedì pomeriggio, alle 17, in via Foce dell’Aniene, sulla riva dell’omonimo fiume, grazie alla segnalazione di un passante che ha chiamato il 113. Intervenuti la polizia scientifica e gli agenti del Commissariato Vescovio che hanno rivenuto i resti umani. Il piede è stato poi trasportato all’istituto di medicina legale del Policlinico Gemelli per gli accertamenti del caso. Sulla vicenda indaga la Squadra Mobile. Un mistero in mano agli investigatori che per ora hanno un indizio che porta verso la squadra calcistica della Capitale. Quello che sembra certo, al momento, è che si tratta di un arto sinistro, ancora in buono stato, e che apparteneva ad uomo. Il tatuaggio presente sul piede, però, potrebbe aiutare e indirizzare le indagini. Dopo il ritrovamento gli uomini della scientifica e della Squadra Mobile hanno perlustrato la zona alla ricerca di altri possibili resti umani, che potessero essere collegati al piede, per risalire all'identità dell'uomo a cui appartiene. I rilievi sono continuati anche ieri mattina per cercare altre tracce. Anche la polizia fluviale ha effettuato ulteriori ricerche nel corso d'acqua, ma per ora non sarebbero stati trovati altri resti del cadavere. Al momento non si esclude alcuna pista, anche se tra le ipotesi al vaglio di chi indaga c'è quella di un possibile omicidio e la successiva sezione del cadavere. Dai primi rilievi, infatti, pare che l'arto sia stato reciso di netto ed è intero dalla caviglia alle dita. Un dettaglio inquietante, che farebbe pensare ad un assassino che dopo aver ucciso la sua vittima ha mutilato il cadavere. Non si escludono, comunque, anche il suicidio o l'incidente. La priorità, però, è provare ad arrivare all'identità dell'uomo a cui appartiene il piede per ricostruire l'intera vicenda. La scoperta raccapricciante è avvenuta sulla riva del fiume Aniene, in una stradina che costeggia la Tangenziale est, nel punto in cui l'affluente si congiunge con il Tevere. L'arto è stato visto galleggiare e a quel punto è scattata la chiamata al 113.

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