Roma Capitale

A Largo Beltramelli notti insonni per i cinguettii degli storni

Largo Antonio Beltramelli invaso dagli storni, il «segno» dei volatili si vede ovunque, escrementi d’uccelli sulla fontana, su sedili e panchine, sui giochi per i piccoli, sulle auto. Il Comitato...

Largo Antonio Beltramelli invaso dagli storni, il «segno» dei volatili si vede ovunque, escrementi d’uccelli sulla fontana, su sedili e panchine, sui giochi per i piccoli, sulle auto. Il Comitato Beltramelli-Meda si è attivato per una raccolta firme mirata alla richiesta di dissuasori sonori non sono nocivi per gli uccelli ma che li fanno allontanare. «La pulizia di largo Beltramelli è un rimedio momentaneo e illusorio per le persone che la vivono – sottolinea Montanini, presidente del Comitato – Chiediamo una definitiva risoluzione del problema con l’installazione di dissuasori a ultrasuoni anti-volatili nelle aree verdi, come rimedio all’inquinamento acustico e agli escrementi derivanti dagli uccelli, un modo civile e non letale per gli stessi. Invitiamo tutti i nostri contatti a firmare la petizione che ci permetterà di fare pressione su questi politici che ci governano. Che ci ignorano». Ovunque in zona il Comitato ha fatto volantinaggio, ha affisso manifestini e lo fa con gran forza anche su Facebook dove ha una sua pagina. Il tutto fa seguito a una precedente raccolta di firme dell’ottobre 2014, oltre un migliaio, chiedendo maggiore decoro per la piazza, vitale punto d’incontro per la gente di questa fetta di Pietralata. In più, qui si passano le notti in bianco per l’effetto auto amplificante del cinguettio incessante di migliaia di uccelli. «Il frastuono fatto da così tanti storni, dalle 19 circa, quando tornano sugli alberi della piazza, in poi, non finisce più per tutta la notte – racconta Enza del Bar Monaco – La gente non ce la fa più e si assiste a scene di tutti i tipi, tentativi di fare qualsiasi cosa, azioni di disturbo per far andare via gli uccelli, ma è tutto inutile». Una scena per tutte: è accaduto che una volta uno dei residenti, disperato, ha aperto la finestra iniziando con le mani a sbattere fra loro due coperchi di pentole, come un suonatore di piatti d’orchestra. Urla, clangore di coperchi ma niente, gli storni, indifferenti, facevano più chiasso. Durante questo frenetico sbattere di coperchi, uno di questi si è rotto. In mano all’artigianale suonatore di piatti è rimasto solo il pomello mentre il disco metallico è precipitato verso il basso finendo sulla testa di un condomino anch’esso intento a cercare di spaventare gli uccelli. Ne è nato un acceso alterco verbale fra i due. Aldilà della comicità della situazione, il tutto è anche effetto collaterale di un nervosismo non più latente, ma ben manifesto, per la mancanza di sonno e anche per il fatto di ritrovarsi per l’ennesima mattinata con la piazza coperta di guano, come la propria auto, lo scooter e con il rischio di scivolarci sopra.

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