Roma Capitale

Pioggia e calcinacci in corsia

Evacuata l’Unità coronarica. Pazienti «deportati» in Rianimazione

All’interno dell’ospedale Grassi di Ostia piove. Un po’ di tutto. Il nubifragio abbattutosi sul litorale di Roma due notti fa ha lasciato il segno nella struttura di via Giancarlo Passeroni. Durante il temporale, infatti, l’acqua piovana ha iniziato a filtrare attraverso il cemento del tetto penetrando fin dentro le camere di degenza. La situazione più grave si è registrata nel reparto Unità Coronarica Sub-intensiva situato al secondo piano. Erano circa l’una quando alcuni pazienti si sono svegliati d’improvviso a causa della pioggia e dei pezzi di calcinacci che gli cadevano addosso dal controsoffitto. Dopo essersi ripresi dallo spavento causato dal brusco risveglio ed aver avvertito immediatamente il personale sanitario in servizio di ciò che stava accadendo, i malcapitati sono stati trasferiti momentaneamente in alcune stanze all’interno del Blocco Operatorio. Questo, mentre i Vigili del Fuoco di via Angelo Celli, prontamente allertati dallo staff sanitario, decretavano l’inagibilità dell’area interessata dai danni. Ma la soluzione "tampone" è durata solo pochi minuti in quanto il reparto adibito agli interventi chirurgici non è adeguato alla degenza. Quindi, via al nuovo trasferimento. Questa volta in Rianimazione. «Noi parenti siamo stati avvisati solo la mattina dopo con una telefonata. – dichiara la figlia di uno degli sfortunati ricoverati coinvolti nel tour notturno tra i corridoi del nosocomio lidense – Mio padre ci ha raccontato che c’è stato abbastanza caos perché il doppio spostamento ha coinvolto anche persone molto anziane ed in gravi condizioni di salute, alcune collegate a macchine di assistenza cardiorespiratoria e di monitoraggio costante. Ora siamo in attesa di parlare con i medici che lo hanno preso in cura, - continua la ragazza - Quello che era in turno la notte, infatti, ha staccato all’alba e non siamo riusciti ancora ad avere informazioni». Oltre agli spostamenti forzati, i malati hanno dovuto subire anche una serie di problemi logistici, come il portare nella nuova sistemazione gli effetti personali. «Devo dire che tutto il personale medico e paramedico si è impegnato al massimo per limitare le evidenti difficoltà dell'operazione» – aggiunge la nipote di un’altra degente. Ma certamente sono episodi che non dovrebbero accadere». Intanto i carabinieri della stazione di Ostia hanno avviato un’indagine per far luce sull’accaduto e per stabilire eventuali responsabilità. Era la notte di San Lorenzo, e mentre sulla spiaggia stavano tutti col naso all’insù a veder cadere le stelle, in corsia i pazienti facevano lo stesso con i calcinacci.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.