Viveva segregato e denutrito in casa sua dalla donna che aveva ospitato. A «liberare» l’anziano di 77 anni dalla sua aguzzina, una donna di 41, sono stati poliziotti e agenti della Squadra Mobile che ieri hanno eseguito la misura cautelare nei suoi cinfronti con il divieto di dimora nel comune di Roma e di avvicinarsi all’anziano. La donna è accusata di maltrattamenti e lesioni aggravate. L’uomo, vedovo, aveva fornito ospitalità alla donna, accogliendola in casa, dopo che questa era stata cacciata da casa della madre, visto che disponeva di una camera libera. In cambio dell’ospitalità la donna aveva attuato un piano per appropriarsi della pensione e dell’abitazione assegnata all’anziano dall’Ater. Impiegata presso una ditta di pulizie al policlinico Umberto I la donna aveva tentato anche di farlo dichiarare incapace di intendere e di volere, cercando medici che potessero attestare inesistenti disturbi psichiatrici ma, non riuscendo nel proprio intento, aveva iniziato a segregare l’anziano in casa, lasciandolo solo in una stanza per l’intera giornata, «prigioniero» nel letto con alte sponde metalliche di contenimento. Chiuso e al buio, in pessime condizioni igieniche, con solo mezzo litro d’acqua e una banana che dovevano bastargli tutto il giorno. Quando la donna rientrava, spesso con un amante, gli portava un piatto di pasta o una fetta di pane con il prosciutto o un pezzetto di pizza. L’anziano, oltre a subire questa denutrizione coatta doveva sopportare anche le aggressioni della donna, che lo percuoteva con un bastone, lo prendeva a pugni e a unghiate, gli sbatteva la testa contro le piastrelle. Per due volte, l’aguzzina lo aveva portato in ospedale, a causa delle ferite che gli aveva inferto ma che aveva spiegato come cadute accidentali. Nel 2013, l’anziano veniva refertato per frattura delle ossa nasali e, nel 2014, per diverse ecchimosi. La donna, inoltre, sottraeva all'anziano il bancomat e lo costringeva a delegarla per il ritiro della pensione. Il 20 maggio, però, la donna decideva di portare l’anziano in ospedale per liberarsi di lui una volta per tutte, sostenendo la gravità di disturbi psichiatrici che, a suo dire, lo avrebbero ridotto in quelle condizioni. I sanitari del Policlinico, invece, appena hanno compreso che l’anziano era in grado di intendere e di volere e non presentava alcun disturbo psichiatrico, contattavano la Squadra Mobile. La svolta il 10 luglio con la perquisizione domiciliare a casa dell’anziano. I numerosi elementi di prova raccolti, confermavano il racconto dell’anziano sui quattro anni dui inbferno vissuti con la donna che, secondo quanto avrebbe raccontato, lo avrebbe anche derubato dei suoi risparmi.
Vedovo segregato in casa dalla donna che ospitava
L’anziano era denutrito e costretto al letto tutto il giorno
