Roma Capitale

Immigrazione, ora Marino lancia l'allarme: "A Roma non abbiamo strutture"

Lo ha detto durante un'audizione in commissione parlamentare di inchiesta sull'accoglienza dei migranti. Il primo cittadino ha anche paura per la tubercolosi

Un'altra presa di cosceinza un po' tardiva da parte del sindaco di Roma Ignazio Marino che dopo ver lanciato l'allarme del rischio di attentati terroristici a Roma, adesso prende atto dell'emergenza immigrazione. Il primo cittadino mette le mani avanti e ammette che la Capitale non è in grado di accogliere i migranti sia per carenza di strutture che di soldi:"Sì, è vero che a Roma c'è un sovraffollamento ed è così condivisa da me questa opinione che alcune settimane fa, partecipando a una riunione convocata dal ministro dell'Interno, ho sottolineato come Roma, che è la seconda città di accoglienza per le persone che arrivano sulle nostre coste, non possa accogliere il 18-20% delle persone che arrivano nel nostro Paese: non abbiamo le strutture né le risorse economiche per farlo". Il sindaco ha lanciato quest'allarme nel corso di un'audizione davanti alla commissione parlamentare di inchiesta sull'accoglienza dei migranti. "Penso che la sfida dell'immigrazione - ha aggiunto Marino - sia una sfida straordinaria del nostro secolo"     Timori per la tubercolosi Il primo cittadino  non ha nascosto neppure la sua paura per il propagarsi delle malattie: "Sono molto preoccupato per gli aspetti igienico-sanitari e per questo ho sollevato il problema in più occasioni per i miei timori perchè molti migranti giungono da territori dove ci sono ceppi di tubercolosi resistenti a molti antibiotici. Una preoccupazione importante sia per queste persone e anche per la diffusione delle malattie infettive a cui il nostro sistema immunitario non è più preparato nel nostro Paese. I ministri dell'Interno e della Salute mi hanno rassicurato dicendomi che ci sono 5 livelli di controlli, una risposta molto rassicurante".     Danese: "puntiamo a chiudere il centro Baobab" Sulla stessa linea di Marino l'assessore alle Politiche sociali di Roma Capitale, Francesca Danese che, durante l'audizione in Commissione parlamentare, ha parlato di chiusura di un centro: "Il Baobab era una struttura che faceva parte dell'accoglienza cittadina. Il centro è stato attivo fino ad aprile poi abbiamo chiuso tutte le partite, anche economiche, quindi non abbiamo più pagato affitto perchè in una parte della struttura c'erano dei rilievi igienico-sanitari. Il proprietario vorrebbe continuare il percorso per conto proprio ma noi puntiamo a chiudere la struttura per quanto concerne il nostro intervento in termini di ulteriori risorse".     Delibera su residenze fittizie Danese ha intenzione di portare in giunta capitolina una nuova delibera che darà la possibilità alle associazioni di riprendere in mano la gestione delle residenze fittizie. "Si tratta un accordo - sostiene l'assessore - siglato tra Questura, Prefettura e i dipartimenti Anagrafe e Politiche sociali  ma con un impegno in più che garantisca che le persone a cui vanno date queste residenze poi effettivamente siano seguite e conosciute, e dovranno certificare più volte durante l'anno che frequentano l'associazione di riferimento. Questo ci permetterà, ad esempio, anche di dare il buono casa e l'assistenza sanitaria a tutte quelle persone che hanno lo status di rifugiato e che hanno un permesso di soggiorno scaduto, andando così a migliorare il processo d'integrazione. C'è stato un tavolo in Prefettura, ora la delibera è pronta e sarà un provvedimento che farà ulteriore chiarezza"

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