Roma Capitale

Giubileo ancora senza soldi né poteri

Domani incontro decisivo a Palazzo Chigi su risorse e nomina del commissario

Quattro mesi. Praticamente un lampo separa Roma Capitale dal Giubileo indetto da papa Francesco per l’8 dicembre. Un «treno» che in molti considerano già passato. Mancano le risorse, mancano progetti e indicazioni e soprattutto una "guida" in grado di traghettare una città, già al collasso attraverso un evento spirituale che porterà, secondo le stime elaborate, almeno 25 milioni di turisti. La riunione, che non può non essere decisiva visto il ritardo di sei mesi con la quale arriva, tra Governo e Campidoglio ci sarà domani. Un vertice a doppio binario, alle 15 su Roma Capitale e alle 15.45 sul Giubileo. Presto per dire se seguirà il decreto del Consiglio dei ministri per l’affidamento delle risorse (gli ottimisti parlano di cira 200 milioni di euro) e soprattutto sulle modalità di gestione dei fondi stanziati e dell’organizzazione. I "rumors" danno ormai per certa la nomina del prefetto Franco Gabrielli a commissario straordinario. Una figura estranea al Colle capitolino, avvelenato dall’inchiesta di Mafia Capitale, che potrebbe riservare ulteriori eclatanti sorprese. Un Giubileo della «misericordia» che pone la città e chi la amministra davanti a una sfida del tutto inedita. Quattro mesi, che di fatto si ridurranno a tre considerata la pausa ferragostana, basteranno a mala pena a "ripennellare" i punti nevralgici della città per l’evento spirituale. Il rifacimento di qualche strada, pulizia più frequente delle aree interessate, potenziamento delle linee bus e magari una segnaletica di comunicazione "aggiornata". Tutto probabilmente da realizzare tramite affidamenti diretti, e dunque poteri speciali, considerato che di tempo per bandire appalti davvero non c’è n’è. Più di questo sarà praticamente impossibile fare, così come sottolineato più volte anche dall’ex sindaco Francesco Rutelli che gestì il grande Giubileo del 2000. Tutto poi all’ombra di un’inchiesta non ancora conclusa e di una crisi politica che dal Pd si potrebbe allargare a tutto il centrosinistra. La «fase 2» lanciata dal Nazareno per salvare la giunta Marino nasce infatti con la perdita dell’alleato Sel da una parte e da una tenuta politica dei Dem tutta da verificare. L’ingresso in giunta di tre parlamentari, che si sono ben guardati dal dimettersi, difficilmente potrà colmare la frattura interna al partito e la miccia dei Municipi in odor di commissariamento. La «fase 2» insomma dà l’impressione di avere un unico obiettivo: prendere tempo. Così come appare quasi ironico il ritardo con il quale il ministro Alfano intende chiudere il capitolo del commissariamento. La relazione Gabrielli, che si discosta dal parere della commissione prefettizia, indica un «commissariamento soft», magari limitato a tre assessorati e tre municipi. Una soluzione anomala che tuttavia tiene tutti col fiato sospeso. Nell’attesa di un Giubileo che per i romani è già da tempo misericordioso.

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