Roma Capitale

Battaglia tra Municipio e Campidoglio sul Fosso delle Tre Fontane

I cittadini gridano alla vittoria, ma è scontro. Di che parliamo? Della battaglia a Grottaperfetta sul Fosso delle Tre Fontane e il collegato intervento urbanistico I-60, riguardante le palazzine al...

I cittadini gridano alla vittoria, ma è scontro. Di che parliamo? Della battaglia a Grottaperfetta sul Fosso delle Tre Fontane e il collegato intervento urbanistico I-60, riguardante le palazzine al posto del verde a ridosso del Parco dell’Appia Antica, iniziata nel 2008 e portata avanti da comitati e associazioni inascoltati fino ai sequestri dello scorso anno. Il Municipio VIII ha annunciato qualche giorno fa l’imminente dissequestro dell’area, presentando l’apposizione del vincolo paesaggistico da parte del Mibact. Ma dopo poche ore dalla notizia data del Presidente Catarci, l’assessorato capitolino alla Trasformazione Urbana ha precisato: «Il fosso non esiste, è stato seppellito già nel 1980 a seguito della realizzazione di via Ballarin». E i residenti di Roma 70, quartiere con pure un problema su tutti sul groppone, quale quello della viabilità fuori controllo, non ci stanno. Hanno deciso, macchina fotografica in spalla, di lanciare una mobilitazione sui social, sfidando «le menzogne che non devono passare». «Il Comune afferma che il Fosso è stato interrato nel 1980 per la costruzione di via Ballarin (che è invece del 1990): questo è falso, come sa chiunque sia andato almeno una volta nel parco chiamato colloquialmente "delle rane" proprio per l’abbondante presenza di tale anfibio nel Fosso», scrivono sul gruppo Facebook del quartiere. «Allora prendete i telefonini o le macchinette e fotografate il Fosso che per il Campidoglio non esiste più. Pubblicheremo tutte le foto». Storia analoga a quella di Millevoi e Cecchignola, dove pure sono stati rinvenuti reperti antichi. Con sullo sfondo il sogno della realizzazione di un grande parco archeologico, tutelando i confini dell’Agro romano magari estendendo quelli del Parco dell’Appia Antica. «Malgrado l’Assessorato comunale alla Trasformazione Urbana neghi l’importanza del provvedimento ministeriale ed affermi una "realtà di plastica" ad uso e consumo dell’interesse privato, il Municipio intende portare fino in fondo l’esecuzione dei propri atti amministrativi, secondo le modalità indicate dal Mibact. Per questo nei prossimi giorni, dopo il dissequestro richiesto più volte dall’Ente municipale ed ora emesso dalla Procura, si svolgeranno i lavori di ripristino dell’alveo del Fosso e della vegetazione circostante», hanno fatto sapere il presidente del Municipio Roma VIII Andrea Catarci e l’assessore all’urbanistica Massimo Miglio. «Nessuno si illuda che per le squallide pressioni messe in campo da più parti il Municipio rinunci al dovere di tutelare il territorio e quell’interesse pubblico che sembra sconosciuto nelle stanze dell’assessorato capitolino».

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