Roma Capitale

La solidarietà dei commercianti

Saracinesche abbassate «Quartiere a rischio sicurezza»

Saracinesche abbassate, poca voglia di parlare e tanta amarezza tra i commercianti del quartiere Prati dove ieri si sono celebrati i funerali di Giancarlo Nocchia, il gioielliere rapinato e ucciso. «Non si può morire in questo modo – dice Carlo, parrucchiere di via degli Scipioni – non lo conoscevo personalmente ma altri commercianti mi hanno parlato di lui molto bene. Purtroppo questo quartiere è a rischio sicurezza, quando apriamo o chiudiamo i nostri negozi ormai ci guardiamo in giro per la paura di qualche malvivente». Su via dei Gracchi alle 9 di mattina quasi tutte le saracinesche dei negozi sono tirate giù e non c’entra niente il fatto che sia lunedì mattina. «Abbiamo chiesto ai negozianti di restare con gli esercizi chiusi in segno di solidarietà con il povero gioielliere – fa sapere Fabio Mina, presidente Lupe-Roma e vice presidente Fiepet-Confesercenti – l'appello è stato accolto dalla stragrande maggioranza in modo molto naturale perché la sicurezza in questo quartiere è un tema sentito e in tanti hanno purtroppo avuto a che fare con rapine o tentativi di rapina». Basta vedere quello che è accaduto in poco tempo alla farmacia su via degli Scipioni che ha subito cinque rapine in dieci giorni, tutte dalla stessa persona che portava via l'incasso della giornata armato di una pistola che si è poi scoperto essere giocattolo. Sapere che il presunto killer si è poi suicidato certo non mette la parola fine a questa triste storia, per i commercianti.«Quando muore qualcuno dispiace sempre – commenta un negoziante che vuole restare anonimo – avrei comunque preferito che giustizia venisse fatta in un’aula di tribunale».

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