Roma Capitale

Gli autobus fanno scintille. Più di uno al mese prende fuoco

Dieci mezzi distrutti dalle fiamme in meno di sette mesi. Dei 2300 mezzi circa 900 sono fermi. Non c'è manutenzione

Può capitare che un autobus si fermi per strada. È una vettura, come una macchina comune, e i guasti sono sempre dietro l’angolo. Che invece prenda fuoco, nel bel mezzo del servizio, finendo completamente bruciato, è gravissimo. Solo che ormai non fa più notizia. L’ultimo incendio che, dal nulla, ha completamente distrutto un bus dell’Atac è avvenuto circa una settimana fa, all’incrocio fra piazza di Cinecittà e viale Palmiro Togliatti. Qualche giorno prima, un altro mezzo è stato devastato dalle fiamme all’interno della Galleria Giovanni XXIII, tenendola chiusa al traffico per tre giorni. Anche lì, una tragedia sfiorata. Fortunatamente, perché ad oggi mai nessuno è rimasto ferito e tutti sono riusciti a scappare in tempo. Merito anche degli autisti, che conoscono il problema e, appena vedono del fumo, evacuano i mezzi. 10 BUS IN FIAMME IN 7 MESI Gli ultimi due casi citati fanno parte di una vera e propria schiera. L’8 maggio scorso, un bus della linea 51 ha preso fuoco in via Labicana, con una decina di passeggeri a bordo: per fortuna sono stati tutti pronti a scappare. Ma cosa sarebbe successo se ci fossero stati disabili o bambini? A inizio anno, la stessa cosa era accaduta sul Grande Raccordo Anulare, bloccando per diverse ore il traffico, mentre a via Barilli, nel quartiere Monteverde, i vigili del fuoco hanno impiegato tutta la notte per evitare che le fiamme intaccassero le vetture vicine e perfino i palazzi. QUESTIONE DI SCINTILLE Ma perché questi problemi? Il silenzio dell’Atac è assordante. E anche fra gli addetti si respira un’aria strana, soprattutto di paura: una qualsiasi fuga di notizie potrebbe costare azioni disciplinari, o il licenziamento. Il puzzle, però, a mettere insieme le testimonianze di più persone, si riesce a comporre. «Ormai lavoriamo soltanto a rottura - afferma un meccanico - Significa che quando un mezzo si ferma, sostituiamo i pezzi e lo rimettiamo in marcia. L’unica manutenzione vera che facciamo è sull’aria condizionata». Ovviamente, i pezzi di ricambio non si acquistano nuovi. Nelle officine ci sono circa 900 autobus fermi su un parco complessivo di 2300. Un terzo delle vetture, insomma, è inutilizzabile. «Li prendiamo dalle vetture rotte - sottolinea un altro tecnico - In gergo si dice "cannibalizzare". Questo perché i pezzi nuovi da tempo non arrivano più». Sì, ma materialmente, perché i bus prendono fuoco? Finalmente troviamo il meccanico che ci risponde: «Si parte sempre da una scintilla. Può accadere ad esempio che gli elettromagneti dell’aria condizionata si tocchino, salta la cinta e la scintilla provoca il fuoco. Oppure può succedere che i cablaggi si fondano. Bisogna sempre tenere conto - ci spiega - che questi mezzi percorrono migliaia di chilometri al giorno, dunque la perdita di liquidi è quasi fisiologica, ancor più abbondante per la mancanza di manutenzione. E quando si perde olio o benzina, basta un nulla per far trasformare una scintilla si trasformi in un rogo. Il resto è prevedibile». PROCESSI MANUTENTIVI Insomma, i mezzi non vengono revisionati in maniera corretta e quando le parti meccaniche sono allo stremo, si rompono o prendono fuoco. «Una volta - afferma un altro dipendente - si procedeva con una manutenzione ordinaria, il classico tagliando che si fa alle auto, e una manutenzione intermedia, una specie di check-up per valutare la salute della vettura. Con questa procedura, abbiamo portato gli autobus a superare in scioltezza il milione di chilometri». Ma oggi non è più così: «Ci sono tanti colleghi che si girano i pollici». Lo conferma perfino un sindacalista, Claudio De Francesco, segretario regionale di Faisa Confail: «Purtroppo l’azienda è concentrata su autisti e macchinisti - spiega - ma non si rende conto che dietro le quinte avvengono situazioni strane, con la presenza di intoccabili e ammanicati vari a mettere in secondo piano gli elementi migliori, oltre che a creare problemi al servizio».

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