Sel annuncia l’appoggio esterno, i parlamentari rispondono picche e altre dimissioni eccellenti potrebbero essere all’orizzonte. Così, Ignazio Marino prova a giocarsi il jolly: Guido Improta vicesindaco. Una carta a sorpresa, da tempo nel cassetto dei piani B del primo cittadino ma riemersa proprio nelle ultime ore. Adesso che Luigi Nieri è andato via, infatti, c’e’ da trovare un sostituto che possa essere allo stesso tempo di alto profilo, vicino al premier Matteo Renzi, di fiducia del sindaco e che possa provare a mettere d’accordo tutta la coalizione. Anche i vendoliani, disposti a rinunciare al prezioso ticket in cambio di rassicurazioni e qualche altra poltrona. E il profilo che più somiglia a questa identikit è quello dell’assessore alla Mobilità. Dimissionario, è vero, ma ormai da quasi un mese. E in politica, si sa, gli scenari cambiano come le condizioni meteorologiche. Pare che Ignazio Marino ne abbia parlato ieri pomeriggio anche con il commissario romano del Pd, Matteo Orfini, durante una riunione durata circa un’ora al Nazareno. Ora ci sarebbe da convincere proprio Improta. Il titolare della Mobilità in queste ore è impegnato con il difficile nodo del piano industriale Atac, a cui dovrà seguire l’approvazione del Bilancio. L’azienda per il secondo anno di fila è in stato di fallimento tecnico e c’è necessità di ricapitalizzazione. Ma Regione e Governo tengono i rubinetti chiusi: bisogna aspettare il verdetto del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, sulla relazione del prefetto Gabrielli. Poi si vedrà. Nel frattempo, Improta ragiona: il ruolo di vicesindaco potrebbe portargli nuovo lustro e rinvigorire l’azione politica di tutta la maggioranza. Tentar non nuoce. D’altronde, di alternative ce ne sono poche. Marino vuole una personalità di alto profilo, il Pd vuole uno dei suoi che stia bene anche a Renzi, ma Sel non vuole emissari del Governo. E i parlamentari citati in questi giorni, per diversi motivi, hanno detto tutti no. Da Lorenza Bonaccorsi a Fabio Melilli, da Michele Meta all’improbabile Matteo Orfini, deputati e senatori sono accomunati da un unico comune denominatore: scendere a Roma gli costerebbe la poltrona in Parlamento. Quello che al Nazareno viene chiamato «l’effetto Leonori», dal nome dell’assessore al Commercio finita nel bailamme romano dopo aver rinunciato a un posto sicuro a Montecitorio. L’unico che potrebbe tornare volentieri a Roma sarebbe Roberto Morassut, ipotesi rilanciata ancora ieri da Ileana Argentin, secondo cui «sarebbe un vicesindaco perfetto». Certo, non è detto che in questi giorni il quadro non cambi ancora. Nell’ultima settimana, in pratica ogni due giorni c’e’ stata una dimissione eccellente: prima il segretario del sindaco, Mattia Stella, poi il segretario generale del Campidoglio, Liborio Iudicello, quindi il vicesindaco, Luigi Nieri. In mezzo, anche la querelle con il presidente di municipio di Tor Bella Monaca, Marco Scipioni. Un gioco a eliminazione: la fuga di notizie, uno stralcio della relazione di Gabrielli che fa il giro di alcune redazioni di giornale, il giorno dopo le dimissioni. E chissà chi sarà il prossimo. «Aspettiamo le decisioni di Alfano», continua a ripetere Matteo Orfini, a chi gli chiede notizie sul possibile vicesindaco. In tutto questo, c’è da risolvere i rapporti da sempre burrascosi con Sel. Ieri il vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio, ha annunciato l’appoggio esterno alla Giunta Marino: posizione ribadita da Gianluca Peciola, capogruppo capitolino. «Una posizione tecnica - afferma a Il Tempo - perché non abbiamo assessori in Giunta. Ora vogliamo un confronto con il sindaco e con la coalizione, per arrivare a delle deleghe legate a obiettivi e non a poltrone». Ufficialmente, Sel non vuole necessariamente riavere il vicesindaco: «Il mio partito si rifiuta di accettare queste logiche - continua il capogruppo – Vogliamo delle persone di alto profilo, competenti, non uomini di partito e basta». E il futuro numero due? «Deve essere una persona in grado di contrattare con il Governo - dice - di alto profilo, che abbia l’autorità per sedere al tavolo e mettere in chiaro posizioni e diritti della nostra città, oltre che doveri». E se a decidere fosse Gianluca Peciola, chi vorrebbe come vicesindaco? «Yanis Varoufakis», risponde scherzando. Forse.
Mafia Capitale, pronte altre dimissioni. E il sindaco gioca il jolly-Improta
E' corsa all'ultimo scranno. Tra i nomi spunta Morassut
