Roma Capitale

Gioielliere ucciso a Prati, i residenti: "Quartiere allo sbando"

Caccia al rapinatore: al vaglio degli investigatori le immagini delle telecamere di sorveglianza LEGGI ANCHE Rapinato e ammazzato in centro - FOTO1 -

È caccia al rapinatore con la parrucca che ieri pomeriggio ha ucciso il gioielliere di 70 anni Giancarlo Nocchia nel suo negozio in via dei Gracchi, nel quartiere Prati, a Roma. Al vaglio degli investigatori anche le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti in zona, comprese quelle del negozio di Nocchia, che potrebbero aver ripreso le fasi della rapina. Una rapina che lascia sotto choc il quartiere dove il gioielliere lavorava da 40 anni e che è una delle zone commerciali più frequentate della capitale. Nocchia, a quanto riferito da conoscenti, avrebbe già subito diverse rapine in passato. Poche settimane fa a Prati era avvenuto un altro episodio inquietante: la violenza sessuale nei confronti di una ragazza di 16 anni poco prima della mezzanotte nella zona di piazzale Clodio. La denuncia dei residenti: "Quartiere allo sbando". Nel quartiere monta la polemica sulla sicurezza, è soprattutto la rabbia dei cittadini che si coglie in via dei Gracchi il giorno dopo la rapina in cui è rimasto ucciso il gioielliere 70enne. "È un quartiere allo sbando, io sono arrabbiata per come è ridotto questo quartiere, sono nata qui, un tempo questo quartiere era chiamato la piccola Parioli", dice un'anziana residente. "Ci conoscevamo tutti nei palazzi dall'ultimo al primo piano", aggiunge. Intanto composti e in silenzio i residenti del palazzo accanto al negozio escono ed entrano dal portone con gli sguardi bassi. Molti cittadini hanno lasciato mazzi di fiori davanti al negozio del gioielliere in segno di affetto. Alla famiglia di Nocchia è arrivato anche il cordoglio del sindaco Marino: "Confido in una risposta veloce degli investigatori e delle Forze dell'ordine, affinché i responsabili vengano consegnati alla giustizia", ha detto il primo cittadino. Caccia al killer con la parrucca. In giornata nuovo sopralluogo degli investigatori. Intanto continuano le analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza della gioielleria e di altri esercizi commerciali della zona che potrebbero fornire elementi utili a chi indaga per identificare il rapinatore che, stando a quanto si apprende, si sarebbe presentato come un normale cliente. I carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci e della compagnia San Pietro stanno facendo verifiche anche su alcune scatole di gioielli, nonché su un portagioielli con all'interno preziosi, trovati in una delle vie laterali al negozio. Dai primi esami medici, il decesso del gioielliere sarebbe dovuto a un colpo inferto al capo. Non si esclude che la botta sia stata causata da una caduta, nonostante l'ipotesi più probabile sembra quella di un colpo mortale. La vittima avrebbe infatti provato a reagire dando vita a una colluttazione. Alla scena non avrebbe assistito nessun testimone, così come alla fuga. L'aggressore ha portare via molti dei gioielli in vetrina. La salma di Nocchia intanto è stata trasferita al policlinico Gemelli per l'autopsia.

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