Trenta egiziani, armati di mazze e coltelli, contro dieci uomini della sicurezza. La violenta imboscata intorno all'una dell’altra notte fuori dal mercato ittico di via Tenuta del Cavaliere, a Guidonia. Cinque i feriti tra i lavoratori dell’agromercato, otto i nordafricani in manette. Una vicenda incredibile, eppure in un certo senso "attesa". «Solo pochi giorni fa - risponde Fabio Massimo Pallottini, direttore generale del Centro agroalimentare -, da via Tenuta del Cavaliere, è partita una sollecitazione diretta in Prefettura (la quarta sullo stesso argomento nei dodici anni di attività) per una tempestiva convocazione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, in relazione ai gravi problemi creati dalle continue intrusioni di immigrati egiziani nei viali commerciali del Car». La vigilanza privata non basta? «È innegabile l’esigenza di dotare il Centro Agroalimentare Roma di un presidio permanente di forze dell’ordine attivo 24 ore su 24 come deterrente che prevenga illeciti e reati, ma pure come braccio per interventi di tempestiva durezza in situazioni gravi, pericolose ed intollerabili come quella di oggi (ieri n.d.r.)». La questione sicurezza al Car l’avevate già sollevata «Solo quindici giorni fa il Prefetto di Roma Franco Gabrielli ha visitato il Car di persona. Lui stesso ha preso atto delle criticità organizzative causate dall’impossibilità sostanziale per un’azienda di gestioni manageriali di fronteggiare con i suoi mezzi ordinari gli aspetti più deteriori di una sregolata immigrazione nordafricana che ha fatto del Car la seconda sponda per i flussi di profughi subito dopo Lampedusa». Eppure non avete certo badato a spese. «Già 900mila euro i soldi sborsati fino a luglio, al limite di quanto preventivato per la sicurezza. Nonostante questo non arrivano risposte concrete dagli organismi e dalle istituzioni che pur hanno ricevuto richieste di attenzione, collaborazione, aiuto. Un esempio è la Direzione provinciale del lavoro, un altro è l’Autorità garante dei diritti dell’infanzia e della adolescenza. Inoltriamo documentazioni, compiliamo dossier, firmiamo richieste di intervento conoscitivo, sollecitiamo contatti di lavoro, ma poi non vediamo un impegno fattivo. E la pur encomiabile prontezza a intervenire delle forze dell’ordine viene ridotta dall’enorme territorio di competenza e dalle limitate risorse umane e tecniche disponibili». Come giudica il comportamento degli adetti alla vigilanza che l'altra notte si sono trovati ad affrontare i trenta egiziani? «Né camerieri né giustizieri nel nostro personale ma lavoratori coraggiosi e con prestazioni esemplari, ai quali va il ringraziamento dell’azienda e quello della società civile per la dedizione, la serietà e il coraggio dimostrati ancora una volta, seppur in condizioni di lavoro estreme».
«Siamo assediati dai profughi»
Parla il direttore generale del Centro agroalimentare, Fabio Massimo Pallottini
