Un giudice scrive «attività depistante». E i grandi giornali, miracolosamente, diventano afoni.
Non è un commento da talk, non è un post di un senatore di centrodestra in cerca di applausi. È il Gip di Caltanissetta, Santi Bologna. Nero su bianco: il senatore Roberto Scarpinato, già pm a Palermo e oggi grillino in Commissione antimafia, avrebbe posto in essere un’«attività depistante».
E poi un altro tema rovente: aver o non aver informato Paolo Borsellino della richiesta di archiviazione firmata, il 13 luglio 1992, da lui e da Guido Lo Forte. Borsellino, scrive il giudice, di quella richiesta non fu informato. Né prima, né durante la riunione del 14 luglio. E cinque giorni dopo ci sarebbe stata la strage di via D’Amelio.
E il decreto del Gip, pur archiviando contro ignoti per mancanza di prove nominative sui mandanti occulti, rimette al centro della scena proprio quel fascicolo: il clima ostile in cui Falcone e Borsellino lavoravano, la distanza siderale tra loro e tanti colleghi, il crocevia di interessi mafiosi, politici e imprenditoriali attorno agli appalti pubblici. La procura nissena lo aveva già detto: è altamente plausibile che l’intervento di Borsellino abbia allarmato più di qualcuno. Tradotto: mafia-appalti non è un dettaglio da archivisti. È il cuore della storia.
E la stampa di riferimento? Repubblica, due righe nascoste. La Stampa titola sull’archiviazione e infila il resto in un angolo. Il Fatto, coerente fino all’ultimo, se la prende con il Gip e con la «destra scatenata».
Il Corriere, una breve. Il silenzio come genere letterario.
Immaginate se al posto di Scarpinato ci fosse stato un ex magistrato di area di centrodestra, oggi parlamentare, e ipotizzate che un Gip gli avesse attribuito, testuale, un’attività depistante.
Prime pagine a nove colonne. Dirette. Speciali. Facce contrite in studio. L’editoriale sul «vulnus alle istituzioni». Il cinema, signori. Il cinema completo, con trailer e repliche.
Invece no. Toghe amiche, narratori, custodi della versione ufficiale: tutti zitti, o Depistaggio è una parola che, a quasi. quanto pare, si può scrivere solo se il cognome è quello giusto.
E Scarpinato? Anziché dimettersi dalla Commissione Antimafia, si lagna e grida contro un presunto «bullismo».
Pensate cos’avrebbe detto e fatto lui a parti invertite.
