Aveva già colpito lo Stato e sembra fosse prontissimo a rifarlo con bombe a ferrovie e carceri. Questo sarebbe stato il piano di un anarchico arrestato su richiesta della Procura della Repubblica di Roma. Cittadino italiano, già indagato per aver ferito al volto il vice dirigente della Digos di Roma nel corso di una manifestazione anarchica nella capitale lo scorso 18 aprile, l’uomo aveva nel suo cellulare istruzioni su come preparare ordigni esplosivi e come sabotare ferrovie e istituti penitenziari.
L’arresto dell’uomo e la successiva scoperta dei piani dell’anarchico sono arrivati dopo un’intensa attività investigativa da parte delle forze dell’ordine che avevano iniziato le indagini dopo la manifestazione a sostegno di Alfredo Cospito, detenuto al 41 bis ed eroe della galassia antagonista.
Corteo, pieno di tensione, che era nato nel quartiere San Lorenzo e si era svolto senza preavviso e da cui erano scaturiti momenti di scontro tra i partecipanti e le forze dell’ordine. Durante quella giornata gli slogan più ripetuti erano stati “Riempiamo le strade” e “fuori Alfredo dal 41 bis” ed erano stati ricordati anche Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, morti in un’esplosione mentre fabbricavano un ordigno artigianale in un casolare al Parco degli Acquedotti.
Universo anarchico quindi ancora una volta sotto i riflettori. Non si tratta infatti del primo intervento della Digos a Roma quest’anno nell’area antagonista. Nei primi giorni di aprile infatti nel quartiere Tuscolano, gli investigatori avevano arrestato un cittadino italiano con l’accusa di addestramento ad attività con finalità di terrorismo, anche internazionale, nell’ambito dell’operazione “Paint it black”.
L’uomo avrebbe infatti diffuso online contenuti di propaganda violenta e messaggi di istigazione alla ribellione e nel corso delle perquisizioni erano stati sequestrati passamontagna, una tuta mimetica, una katana, pugnali, lame e tirapugni, oltre a materiale cartaceo di natura ideologica.
