Roma Capitale

La «vecchia» Fiera salverà la «nuova»

Meno cubature edificabili e un progetto di rigenerazione urbana

Era una riqualificazione attesa da 10 anni quella dei 7,6 ettari di territorio abbandonato dell’ex Fiera di Roma sulla Colombo. Ieri, con 20 voti favorevoli e 7 contrari e dopo l’ennesima giornata di rinvio di lunedì che in Aula ha visto la caduta del numero legale, in seconda convocazione è arrivato il via libera necessario alla valorizzazione dell’area e, forse, anche la salvezza della società a un passo dal fallimento. È stato trovato finalmente l'accordo dopo diversi giorni di discussione tra Pd e Sel, due partiti la cui alleanza è messa in questi giorni a dura prova dai rumors su un possibile rimpasto di giunta per il Marino-ter. Lo scoglio da superare era soprattutto quello della riduzione delle cubature da realizzare. Questa riduzione alla fine è arrivata e dai 75 mila metri quadrati di superficie lorda edificabili previsti da Veltroni si è passati a 67.500. Per l’area si prevede un importante progetto di rigenerazione urbana a partire dai servizi pubblici dedicati al quartiere per i quali saranno destinati almeno tre ettari di superficie. Il restante spazio, edificabile (fino all’80% a destinazione residenziale e non meno del 20% a edilizia sociale convenzionata), dovrà essere accompagnato da un adeguato sistema di accessibilità pubblica su ferro. L’assessore alla trasformazione urbana Giovanni Caudo ha annunciato che «per garantire la qualità della progettazione verrà indetto un concorso internazionale sul modello del Progetto Flaminio». Soddisfatto il sindaco Marino: «Questa è una delibera che la città attendeva da circa dieci anni. Credo sia un passo avanti amministrativo concreto che ci permetterà di far camminare l'impresa edile nella nostra città ma con i criteri che noi ci eravamo dati durante la campagna elettorale». Approvata la delibera all’orizzonte si intravede anche la speranza per dare nuova linfa al polo fieristico sulla Portuense che ha circa 35 milioni di euro di debiti verso i creditori mentre Investimenti spa, che la controlla, di debiti ne ha 180 nei confronti di Unicredit. E proprio dal presidente di Investimenti, Lorenzo Tagliavanti, arriva un sospiro di sollievo. «Attendevamo con ansia questa delibera che riqualifica una parte importante della città ed è dentro un progetto che prevede il riassestamento della Fiera. Ora c’è la possibilità di aprire una nuova fase e soprattutto potremmo sederci di fronte alle banche e sperare di poter salvare Fiera di Roma». Tradotto, Unicredit potrebbe allentare i rubinetti del credito ora che la delibera del Campidoglio ha, di fatto, riaperto i giochi. Sul tavolo dei vertici dell’azienda e dell’amministrazione sarebbe poi già arrivata una proposta di un’azienda straniera di mettere 100 milioni di euro per dare nuova linfa all’attività fieristica e congressuale. A questo proposito l'amministratore unico di Fiera Roma, Mauro Mannocchi, si augura che «le proposte vengano prese nella massima considerazione perché è in gioco un pezzo del futuro della nostra città e un investimento che ci è costato finora 400 milioni di euro».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.