Il caso

Sì ai pannelli solari nella “Città storica”

Il Consiglio di Stato dà ragione a un albergo di via Gioberti. Smentita la Soprintendenza

Via libera ai pannelli fotovoltaici sui tetti della Città storica. Con buona pace delle Belle Arti, difatti, i magistrati del Consiglio di Stato hanno ritenuto legittimo il progetto messo sul tavolo da una società che gestisce una struttura alberghiera, a quattro stelle, a pochi passi dalla stazione Termini. Tutto inizia nel 2021, quando viene lanciata l’idea del rifacimento della copertura dell’Hotel Palladium Palace di via Gioberti, all’interno, quindi, della cosiddetta Città storica definita Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Elemento centrale è la prevista installazione di pannelli fotovoltaici di oltre trenta metri quadrati sul tetto. Questa ipotesi viene però bocciata nel gennaio del 2022 dalla Soprintendenza speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma, che esprime «parere negativo», alla luce del Piano regolatore generale.

Bocciatura confermata, va detto, nell’agosto del 2025 dai magistrati del Tar Lazio, per i quali è corretta la posizione della Soprintendenza, che ha evidenziato «l’incompatibilità dell’intervento» ipotizzato «con la tutela paesaggistica e architettonica del bene e dell’area circostante, anche in considerazione del fatto che l’edificio è collocato in area definita “Centro storico” del Comune di Roma e ricade nella “città storica”» della Capitale. Condivisa dai magistrati del Tar, in particolare, l’osservazione, compiuta dalla Soprintendenza, secondo cui «anche elementi di dettaglio, quali quelli impiantistici, possono assumere primaria importanza, potendo concorrere a degradare e alterare il paesaggio urbano della “città storica”, a discapito della salvaguardia delle visuali dei fabbricati non solo dal basso, e quindi dalla pubblica via o piazza, ma anche dall’alto, dai fabbricati più alti, dai punti panoramici o “belvedere” della città, dai quali è possibile godere del tessuto edilizio». Di parere opposto, invece, il Consiglio di Stato, che riconosce legittimità al progetto della società alberghiera. Discutibile è invece ritenuta la valutazione compiuta dalla Soprintendenza, limitatasi a sostenere che «le opere progettate che prevedono l’installazione di pannelli fotovoltaici sulla copertura dell’immobile non sono compatibili con il contesto della “città storica”, fortemente caratterizzata da valenze storico-paesaggistiche, nonché con i caratteri storico-architettonici e tipologici del fabbricato».

Tali considerazioni sono, secondo i magistrati, «astratte e prive di qualsiasi riferimento alle concrete modalità esecutive dell’intervento progettato e agli eventuali specifici effetti sull’integrità del fabbricato e del contesto storico-paesaggistico». Per quanto riguarda i pannelli fotovoltaici: «il loro posizionamento sulle coperture degli edifici crea di sicuro un impatto visivo, ma tale visibilità non è di per sé sufficiente a “bocciare” l’intervento edilizio che contempli la loro installazione», spiegano i magistrati del Consiglio di Stato, considerato anche che «il passaggio alla produzione di energia da fonti rinnovabili costituisce, infatti, un obiettivo di interesse nazionale». Inoltre l’immobile in questione, ricordano i giudici, «non è sottoposto a specifici vincoli». Alla luce di questo, quindi, per vietare i pannelli sarebbe servita una motivazione «sufficientemente dettagliata». Via libera all’installazione.

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