Ancora una sentenza sulla questione Camera di Commercio e ancora una vittoria dei «piccoli», capeggiati dalla Cna di Lorenzo Tagliavanti contro Confindustria, che ribalta il dettato del Tar. Anche se potranno farci ben poco, visto che allo stato attuale, con i vertici in scadenza e nuove elezioni del Presidente alle porte, la giunta si potrà riunire, sì e no, una volta. Fatto sta, ieri a pronunciarsi su un ricorso presentato da Mauro Mannocchi è stato il Consiglio di Stato, che lo ha accolto. In pratica, la sentenza ha ripristinato la formazione allargata della Giunta della Camera di Commercio dopo che il Tar aveva dato ragione agli industriali, che la volevano ridotta a 5 membri. Plaude Mannocchi, che pure con i «piccoli» ha ormai rapporti a dir poco tesi: «Il Consiglio di Stato ha ribadito l'autonomia statuaria delle camere di commercio. Tale autonomia era già stata affermata dal Consiglio di Stato nella nota sentenza sulla sfiducia (al presidente di Camera di Commercio, ndr) e così ha di fatto salvaguardato l'Ente: una giunta ridotta a 5 membri non sarebbe rappresentativa del tessuto imprenditoriale ed economico di Roma e, soprattutto, non garantirebbe la democrazia dell'ente perché le nomine di presidente e consiglieri sarebbero indeterminate». Accogliendo il ricorso, il Consiglio di Stato di fatto sancisce la sfiducia al Presidente, argomento più volte dibattuto all'interno della Giunta. Da quello che si apprende dai vertici di Camera, la sentenza non è ancora arrivata negli uffici di via de'Burrò. Quando sarà nota, bisognerà valutare il da farsi ma comunque cambierà poco ai fini di questa presidenza ormai agli sgoccioli. Anche se sembra allontanarsi ogni giorno l'ipotesi di un nuovo Presidente prima dell'estate, molto più probabile a settembre.
Camera di Commercio
Consiglio di Stato dice «sì» alla Giunta allargata a nove