Roma Capitale

Circolo degli Artisti, l’ex patron citato in giudizio

Ivan Cimmarusti Citazione diretta a giudizio per l’ex patron del Circolo degli Artisti, Romano Cruciani. La Procura della Repubblica di Roma sta notificando l’atto all’imprenditore, accusato di...

Citazione diretta a giudizio per l’ex patron del Circolo degli Artisti, Romano Cruciani. La Procura della Repubblica di Roma sta notificando l’atto all’imprenditore, accusato di smaltimento illecito di rifiuti pericolosi (amianto), mancato rispetto delle normative a tutela dei beni archeologici e occupazione abusiva di suolo pubblico, dove sorgeva il club al civico 42 di via Casilina Vecchia al Pigneto. L’inchiesta penale, che nasce da numerosi articoli di denuncia de Il Tempo , ha consentito di svelare l’esistenza di una fitta rete di locali di proprietà del Comune di Roma Capitale concessi a privati a canoni irrisori. Un vero e proprio danno alle casse dell’Amministrazione, sul quale sta facendo luce anche la Corte dei Conti. L’indagine sul Circolo degli Artisti è stata la prima a far luce su questa presunta «anarchia» nella gestione dei locali del Campidoglio. D’altronde basta leggere gli atti relativi all’inchiesta su Cruciani per avere un’idea del presunto danno: «Un’occupazione illegitima del terreno (Circolo degli Artisti, ndr) protrattasi dal 1998 ad oggi, senza il pagamento neppure di un canone, quindi, di fatto, con l’assenso indebito ad un’utilizzazione dell’area a titolo gratuito, e con una gravissima perdita per le casse del Comune, alimentata da un’assenza di controlli (o in ipotesi di controlli compiacenti) e di provvedimenti coercitivi di sgombero che ponessero concretamente fine all’illecita e indebita attività lucrativa». Stando alla ricostruzione della Procura, il danno ammonterebbe a circa 700mila euro, anche se la difesa di Cruciani in più di un’occasione ha voluto puntualizzare con i magistrati che la somma sarebbe più bassa, in quanto sarebbero state compiute numerose migliorie alla struttura. Come detto, la Procura sta lavorando su altri casi di presunto abusivismo. Sulla scrivania del sostituto Galanti c’è un dossier con una cinquantina di locali di proprietà del Comune, concessi a privati sostanzialmente a titolo gratuito. Tra questi c’è il caso di un’associazione, la quale una volta ricevuto l’ordine di sgombero dal Comune ha addirittura richiesto (senza ottenerla) all’Amministrazione una «buona uscita» di 150mila euro.

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