Roma Capitale

Bimbo morto nella metro: tre denunce per omicidio colposo

Un addetto Atac e tre vigilantes. Il piccolo precipitato dall'ascensore bloccato. Riaperta la fermata Furio Camillo LEGGI ANCHE "Mi è sfuggito dalle braccia" -  FOTO

Venti metri giù dalla tromba dell'ascensore. Una tragedia consumata, nel pomeriggio di ieri, alla fermata Furio Camillo della metro A. Il bambino morto si chiama Marco e ha 4 anni. Insieme alla madre era rimasto bloccato nell'ascensore che porta ai treni e per farli uscire i soccorritori avrebbero fatto affiancare un secondo ascensore. Proprio durante le operazioni di trasbordo dall'uno all'altro il piccolo sarebbe precipitato. Sono tre in tutto le persone denunciate a piede libero dai carabinieri in merito alla morte del piccolo. Si tratta di un dipendente dell'Atac e di due guardie giurate della società Italpol che stavano soccorrendo le persone rimaste intrappolate nell'ascensore guasto, quando hanno adottato la manovra che ha poi portato alla morte del piccolo. I tre devono rispondere di concorso in omicidio colposo con diverse responsabilità a seconda di quello che hanno ricostruito gli investigatori. Ieri una delle guardie giurate dopo la tragedia ha accusato un malore. L'inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto della Procura di Roma, Pierfilippo Laviani.   Fermata in funzione. La stazione della Metro A Furio Camillo, teatro ieri dell'incidente che ha provocato la morte del piccolo Marco, è stata riaperta al pubblico. Sotto sequestro l'ascensore dove si è consumata la tragedia, mentre è al lavoro la commissione Atac per far luce sull'accaduto.   Il cordoglio dei romani. Fiori, pupazzi e qualche candela accesa. Così si presenta questa mattina la fermata dove ieri ha perso tragicamente la vita il piccolo Marco precipitando nella tromba dell'ascensore per 20 metri. Le dinamiche e le responsabilità dell'incidente sono ancora da chiarire. Intanto diverse persone, soprattutto donne e mamme, si sono raccolte in preghiera in silenzio davanti al luogo dell'accaduto. Qualcuno ha anche lasciato un biglietto: "Un altro piccolo angelo è volato in cielo".

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