Roma Capitale

I fratelli Giorlandino verso il processo

La Procura  è pronta a chiedere il rinvio a giudizio per Claudio, accusato di stalking sulla sorella Mariastella

Processo in vista per i fratelli Giorlandino. La Procura della Repubblica di Roma è pronta a chiedere il rinvio a giudizio per Claudio, accusato di stalking sulla sorella Mariastella, finita anch’essa nel medesimo procedimento per reati tributari L’inchiesta è del sostituto procuratore Mario Dovinola, i cui accertamenti investigativi hanno consentito di chiudere il cerchio sul primo troncone d’indagine, quello legato al presunto stalking che Claudio Giorlandino avrebbe orchestrato sulla sorella. Di fianco a questo procedimento, prossimo alla richiesta di processo, infatti, il magistrato ha compiuto altri 5 stralci d’indagine, uno dei quali relativo a presunti rapporti intessuti dal ginecologo con politici della Regione Lazio. Fatti sui quali il pm sta cercando riscontri a quanto ipotizzato in un’informativa dei carabinieri. L’indagine sul fascicolo "madre", invece, ha i contorni ormai nitidi: il ginecologo dei vip della Capitale avrebbe voluto rendere la vita impossibile alla sorella Mariastella. Attraverso «minacce» e «pedinamenti» che le avrebbero dovuto procurare «paura». Per questo ad aprile scorso il professionista finì in manette assieme al brigadiere dei carabinieri, Biagio Di Mauro (ex capo scorso del presidente del Copasir), e il funzionario regionale Antonio Mercuri, distaccato al Comune di Roma. Indagati Pietro Pacillo e Fernando Mecchia, della polizia penitenziaria, e Antonio Cariella, carabinieri in servizio alla Compagnia di Ostia. L’inchiesta nasce da alcune querele presentate da Mariastella Giorlandino e dal marito Carlo De Martino. Secondo quanto si legge negli atti d’indagine, «i fatti oggetti delle varie querele sono da inserirsi nel contesto del contrasto insorto fra i fratelli Giorlandino - che gestiscono una delle più note aziende di diagnostica e alta specializzazione – a seguito della stipula di accordi di cessione di marchi utilizzati nell’esercizio dell’attività imprenditoriale». Un contrasto che, tra l’altro, ha dato origine anche a procedimenti civili, in cui entrambe le parti rivendicano la proprietà dei marchi. E sarebbe in questo contesto che Claudio Giorlandino avrebbe organizzato il supposto stalking. Nei capi d’imputazione si legge che «con condotte reiterate minacciavano e molestavano i coniugi Mariastella Giorlandino e Carlo De Martino, procurando loro uno stato d’ansia e paura per la propria incolumità». In particolare, la stalking sarebbe cominciato quando i fratelli Giorlandino decisero nel 2011 di dividere l’attività imprenditoriale gestita fino ad allora in comune, «Artemisia». Così gli indagati «elaboravano una strategia di violenze e minacce (…) pianificate da Mercuri e Di Mauro», quest’ultimo forte del suo ruolo di brigadiere, «coordinava il lavoro di appostamento e pedinamento svolto da Mecchia Pacillo», della penitenziaria.

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