Roma Capitale

Sparatoria da Far West sulla Cassia bis per un sorpasso azzardato tra due auto

Una banale lite in strada finita a colpi d’arma da fuoco, tra le auto che ignare già sfrecciavano sulla Cassia bis. È successo ieri mattina, intorno alle 7, al chilometro 9 direzione Roma. A sparare...

Una banale lite in strada finita a colpi d’arma da fuoco, tra le auto che ignare già sfrecciavano sulla Cassia bis. È successo ieri mattina, intorno alle 7, al chilometro 9 direzione Roma. A sparare due colpi dalla pistola d’ordinanza, una calibro 9, è stato Tommaso T. 52enne di professione guardia giurata per l’istituto Securpol. Feriti, ma ugualmente arrestati, i tre bersagli due dei quali finiti all’ospedale per ferite alle gambe. A scatenare il Far West di prima mattina pare sia stata una lite per un sorpasso azzardato. Il vigilantes al volante della propria auto, tre pakistani nell’altra, si sono affrontati in una piazzola di sosta dopo almeno cinque minuti di colpi di clacson e insulti. Dalle minacce, nonostante il traffico già sostenuto, i quattro sono passati ai fatti. La guardia giurata, forse sentendosi in difficoltà, ha esploso due colpi d’arma da fuoco colpendo due dei rivali. Ad evitare la tragedia le numerose chiamate fatte al 113 dagli altri automobilisti, basiti di fronte alla sparatoria sul ciglio della strada. Sul posto le volanti del Commissariato Flaminio, affrontate da uno dei pakistani riuscito a strappar via dalle mani del vigilantes la pistola. Con l’arma in pugno ha minacciato gli agenti puntandogli contro il ferro e urlandogli di andarsene. Disarmato e bloccato, è stato arrestato insieme agli altri con l’accusa di rissa aggravata dall’uso delle armi e di lesioni gravi. I due stranieri feriti, 23 anni uno e 27 l’altro, sono stati soccorsi in ospedale. Il più grave, trasportato in eliambulanza al Policlinico Gemelli, è stato sottoposto ad un intervento chirurgico ed è tuttora in prognosi riservata. L’altro, operato alla tibia al Sant’Andrea, è stato refertato con una prognosi di 60 giorni. Medicato nello stesso ospedale per le lesioni riportate anche il 52enne italiano. Illeso solo il pakistano che ha puntato l’arma contro i poliziotti e che dovrà rispondere anche di minacce aggravate. Non è la prima volta che una banale lite legata a questioni di viabilità finisce a colpi d'arma da fuoco. A febbraio dello scorso anno, in via Francesco Maidalchini, un 39enne romano venne ferito da due proiettili esplosi da due persone a bordo di uno scooter, poi fuggite. La vittima era appena scesa dal tram 8 quando la moto è sfrecciata a tutta velocità proprio tra lui e il mezzo pubblico. Lo sfogo verbale del pedone non venne però digerito dai due a bordo dello scooter che, dopo aver aspettato il 39enne poco più avanti, gli spararono ai piedi con una pistola di piccolo calibro. A giugno 2013, a San Basilio, una guardia giurata di 53 anni finì in manette per aver ammazzato l'automobilista rivale. In macchina insieme al figlio, iniziò a discutere banalmente per motivi di viabilità con un 30enne al volante della macchina accanto. Maurizio Aletta, sceso dall'auto per discutere con il figlio del vigilantes, accoltellò il ragazzo scatenando l'ira del padre che lo uccise con la pistola d'ordinanza. Sentiti gli spari i parenti accorsero in strada e, capita la situazione, si scagliarono contro il personale che stava soccorrendo il figlio del vigilantes. Sassi, bastoni, vetri rotti: l'ambulanza venne quasi distrutta, mentre i tre operatori del 118, scesi per accertarsi del decesso della vittima, sono stati presi a calci e pugni.

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