I giovanissimi trascorrevano le loro serate in discoteca all'insegna della musica e della droga. Già, perché ad attirare i fan del dj Angelo Cerrai non erano solo le melodie riprodotte dal ragazzo ma anche la cocaina che usciva dalle sue tasche. Un giro, quello messo in piedi dal 23enne, che adesso gli è costato una condanna a due anni di reclusione. I giudici di piazzale Clodio, hanno rinviato a giudizio anche due ragazzi e un altro, M.C, ha patteggiato la sua condanna a sei mesi di reclusione. Del resto, la posizione di quest'ultimo era veramente residuale visto che si trattava di un quantitativo poco rilevante di marijuana. L'inchiesta condotta dalla procura della Repubblica di Roma era nata dopo un tentativo fallito di rapinare una farmacia alla Cecchignola, nell'ottobre 2011. Tra i maldestri rapinatori c'era anche un minorenne. «L'ho fatto perché ho un debito di droga con un dj - confessò - Gli devo 950 euro». Così gli inquirenti si erano messi sulle tracce degli spacciatori smascherando l'intera banda. Un gruppo capeggiato dal dj. Un ragazzo che ha riempito, grazie alle sue esibizioni, alcune delle discoteche più in voga nella capitale. Dalle discoteche dei Parioli e dell’Eur erano in molti i giovani che lo seguivano, attirati dalla musica e dalla cocaina. Secondo i carabinieri che smascherarono il giro di stupefacenti, la base era in un appartamento all'Eur dove venivano confezionate le dosi con un cric usato come pressa, un martello utilizzato per schiacciare i sassi di cocaina creando la polvere bianca che poi veniva conservata in bustine di cellophane. Dosi pronte per essere vendute nei locali attraverso un giro di giovani fiancheggiatori che in qualche caso non avevano compiuto neanche 18 anni. Secondo i militari, durante il capodanno 2012, in un hotel alla Balduina erano stati conservati 20 grammi destinati a un mercato composto quasi esclusivamente da minorenni. Sono sempre di più infatti i giovanissimi che utilizzano questa droga. Una sostanza che viene venduta anche in piccole quantità. Micro dosi che costano 20 euro, una cifra abbordabile anche per chi non ha un lavoro. Dalle discoteche alle piazze della Capitale, la cocaina, così come l'hashish e la marijuana, è diventata facilissima da reperire creando un mercato che ingrassa le tasche delle organizzazioni criminali.
Dj musicista e spacciatore
Andrea Ossino I giovanissimi trascorrevano le loro serate in discoteca all'insegna della musica e della droga. Già, perché ad attirare i fan del dj Angelo Cerrai non erano solo le melodie...