Roma Capitale

Esposto dei sindacati contro il piano di rientro

Valentina ContiUn esposto alla Procura regionale della Corte dei conti. A presentarlo congiuntamente sono state le sigle sindacali Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl di Roma e Lazio. Nel mirino, come si...

Un esposto alla Procura regionale della Corte dei conti. A presentarlo congiuntamente sono state le sigle sindacali Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl di Roma e Lazio. Nel mirino, come si legge nella lettera di trasmissione inviata il 2 luglio al presidente Zingaretti e al sub commissario ad acta per il piano di rientro dal disavanzo Bissoni, «gli atti adottati dalle aziende sanitarie e ospedaliere della regione in aperto contrasto con le norme che regolano la gestione delle risorse pubbliche». «Inadempienze ripetutamente e opportunamente rappresentate alla Cabina di Regia e alla Direzione regionale del SSR nel corso degli incontri istituzionali, senza mai avere avuto alcun riscontro», evidenziano i segretari generali delle organizzazioni sindacali Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini. Le segnalazioni, si legge nell’esposto, riguardano la gestione della mobilità tra unità sanitarie locali relativamente ai profili dirigenziali, la questione del conferimento di incarichi determinati da parte delle Asl e aziende ospedaliere, l’attribuzione di incarichi esterni senza la preventiva verifica della presenza all’interno dell’azienda di professionalità a cui attribuire il medesimo incarico. Il tutto corredato da esempi dettagliati. Obiettivo: «Richiedere un accertamento della congruità dell’azione regionale con particolare riferimento alla gestione delle risorse economiche a disposizione in relazione al rispetto del Patto di stabilità, delle leggi e delle disposizioni emanate dal Commissario ad acta. Una nuova gatta da pelare accanto all’altra storia che fa discutere in tema riorganizzazione: l’accorpamento delle Asl. Oggi in consiglio regionale si discuterà l’interrogazione di Fabrizio Santori sulla RmC, data per fusa alla RmB. «Esigo – tuona Santori - un'ammissione di colpa di Zingaretti per la nomina del dg Carlo Saitto, palesatasi inopportuna e inefficace. Vari sono stati i campanelli d'allarme: dai cittadini al personale medico».

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