Roma Capitale

Metro e trenini, due corse su tre saltate

Sciopero bianco dei macchinisti contro il nuovo piano dell’Atac Passeggeri inferociti, a Termini sfiorata l’aggressione di alcuni dipendenti

E alla fine sciopero bianco è stato. Su tutta la rete Atac, o quasi. Due corse su tre saltate sulla Metro B e sulle ferrovie Termini-Giardinetti e Roma-Montebello-Viterbo, una su tre invece sulla Metro A. Con i tempi di attesa che, per tutta la giornata, si sono duplicati o addirittura triplicati. Risultato: il disastro trasportistico. Come anticipato da Il Tempo, ieri autisti e soprattutto macchinisti di Atac si sono ribellati ai provvedimenti unilaterali presi dall’azienda nell’ambito della vertenza sul nuovo piano industriale, con trattativa sindacale in corso. Ma l’hanno fatto «in conformità con le previsioni di legge in materia di orario di lavoro», dunque senza infrangere alcuna regola, come conferma suo malgrado la stessa municipalizzata dei trasporti. Semplicemente, hanno applicato il regolamento la lettera: scartati tutti i convogli senza aria condizionata, con vetri e abitacolo sporchi, non perfetti dal punto di vista meccanico. Questo ha portato i treni ad uscire dal deposito con diverse decine di minuti di ritardo, pur essendo i macchinisti in larghissima parte regolarmente presenti. Semplicemente, le vetture venivano scartate. Un comportamento «border-line», sottolinea qualcuno da via Prenestina, ma inattaccabile. Il problema è che, come al solito, ad avere la peggio sono stati i cittadini. Sulla Roma-Lido, nell’ora di punta, la frequenza è stata di 25-30 minuti invece degli 8 minuti canonici, mentre sulla Metro B, alla stazione di Termini, ha un certo punto alcuni addetti Atac hanno rischiato il linciaggio dai passeggeri inferociti. Male il servizio anche sulla Roma-Viterbo, mentre sulla Metro A i rallentamenti sono stati minori in quanto i treni sono più nuovi, ma nei tratti bui delle gallerie, i conducenti procedevano a 15 km/h, aumentando a dismisura i tempi di percorrenza. Ma perché autisti e macchinisti protestano? L’azienda, con atto unilaterale, ha sospeso tutte le indennità sindacali concesse dal 1962 a oggi: di galleria, domenicale, cambio turno, ecc. Se non saranno formalizzati altri accordi, questo porterà il personale a perdere, dal 1 ottobre, anche 400 euro dalla busta paga. Poi dal 1 agosto i macchinisti dovranno lavorare 39 ore settimanali invece di 37. Infine, da ieri, tutto il personale viaggiante è costretto a timbrare il badge all’inizio e alla fine dell’orario di lavoro, allungando ulteriormente i tempi.

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