È un 31enne appartenente al Ministero della Difesa - in forza presso l'Arsenale della Marina, l'uomo fermato per violenza sessuale aggravata, in relazione allo stupro di una minorenne nei pressi di piazzale Clodio. L'uomo, originario della provincia di Cosenza, è stato riconosciuto - senza alcun dubbio - dalla vittima. L'uomo, dopo essersi finto poliziotto, con il pretesto di infliggere una sanzione alla giovane, in quanto l'aveva vista bere birra assieme a due coetanee, le ha intimato di mostrargli i documenti e di seguirlo al commissariato per gli accertamenti. A quel punto però, il sedicente poliziotto, dopo aver assicurato a un palo la bicicletta con cui era arrivato sul posto, l'ha condotta, a piedi, in via Teulada e, all'altezza del parcheggio di via Casale Strozzi, l'ha trascinata con forza nel parchetto sito nelle vicinanze per violentarla. Poi al termine del rapporto l'uomo ha riaccompagnato la ragazza in via Bafile, dove poco prima l'aveva avvicinata, e, scorgendo la presenza di un adulto, ha iniziato a correre dileguandosi. Le indagini, immediatamente avviate dagli uomini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, hanno consentito di ricostruire la dinamica della vicenda e il percorso effettuato dal fermato assieme alla vittima. È stato, in particolare, predisposto un servizio di appostamento continuativo nei pressi del luogo ove era stata parcheggiata la bicicletta utilizzata dal violentatore per i suoi spostamenti, fin quando, poco dopo l'una di notte, una persona, successivamente identificata per il fratello del fermato, è stato sorpreso mentre tentava di recuperare il mezzo. Il giovane, dopo una prolungata reticenza e improbabili scuse per giustificare la sua presenza in quel luogo e a quell'ora, ha ammesso che la bicicletta era stata parcheggiata lì la sera precedente dal fratello. Immediatamente sono iniziate le ricerche di quest'ultimo, che è stato poi trovato proprio in casa del fratello. Ulteriori elementi a riscontro dei fatti sono stati forniti dalle videocamere di sorveglianza di uno degli esercizi commerciali. A ulteriore riscontro, sono state, inoltre, acquisite diverse testimonianze, che hanno confermato quanto raccontato dalla vittima e delle sue amiche. Nel corso della perquisizione effettuata presso la dimora del fermato, sono stati rinvenuti e sequestrati un paio di pantaloncini, appena lavati, e corrispondenti a quelli descritti dalla vittima e indossati dall'indagato la sera della violenza. Il militare nega l'aggressione. Il militare accusato di aver violentato la minorenne si difende e nega l'aggressione. È questo quanto, secondo indiscrezioni, si dice in piazzale Clodio a proposito dell'arresto del presunto stupratore. Avrebbe parlato infatti di un rapporto consensuale ma tutto è ancora da verificare. L'indagine è affidata al pubblico ministero Eugenio Albamonte che ha già richiesto al gip la convalida del fermo dopo un primo esame della situazione. Le ipotesi di reato fatte dal magistrato sono allo stato quelle di violenza sessuale e di sostituzione di persona. Quest'ultima accusa perché al momento di avvicinare la ragazza Giuseppe Franco si è spacciato per un agente di polizia. All'esame del magistrato c'è anche la posizione di un fratello del sospettato. Per lui si ipotizza l'accusa di favoreggiamento e il pm ha disposto accertamenti tecnici sui cellulari dei due fratelli per stabilire quali e quante telefonate siano state fatte dopo l'aggressione subita dalla ragazza. Analisi saranno anche fatte sugli abiti che la ragazza indossava quando fu aggredita.
Minorenne violentata, arrestato militare della Marina
Il 31enne riconosciuto dalla vittima e inchiodato dalle telecamere VIDEO LEGGI ANCHE Violentata da un falso agente
