Roma Capitale

Campidoglio, via libera alla candidatura di Roma 2024

La mozione è passata con 38 voti favorevoli, 6 contrari e nessun astenuto

L'Assemblea capitolina ha approvato con 38 voti favorevoli, 6 contrari e nessun astenuto la mozione che dà il via libera alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024. Come previsto, non c'è stata unanimità nella votazione dei consiglieri nonostante i ripetuti appelli dei giorni scorsi di maggioranza, sindaco e Comitato promotore. In fondo già prima della seduta M5S, Noi con Salvini e l'Altra Destra avevano confermato il voto contrario. Mentre Ghera di Fratelli d'Italia, pur favorevole alle Olimpiadi a Roma, aveva spiegato: "Abbiamo una nostra mozione e voteremo quella. Attendiamo le scuse del sindaco sugli insulti alla nostra comunità".     La soddisfazione di Marino Dopo il voto il sindaco ha commentato entusiasta: "Una sfida straordinaria che inizia con il voto di oggi, una città che la saprà cogliere nella trasparenza e nella legalità che questa amministrazione ha dimostrato di saper utilizzare in tutti i suoi atti. È una sfida non solo di Roma ma di tutto il Paese, che vogliamo vincere tutti insieme. Il modello a cui ci siamo ispirati è quello di Barcellona 1992 e Londra 2012. Vogliamo ricucire quegli spazi della nostra città rimasti indietro, utilizzando l'edificato esistente e non costruendo opere che rimangono incompiute".      Quello per le Olimpiadi di #Roma2024 è un voto che guarda al futuro, un'occasione per pensare alla città della prossima generazione. — Ignazio Marino (@ignaziomarino) 25 Giugno 2015     L'iter Ora ad attendere la mozione capitolina ci saranno la Giunta e il Consiglio nazionale del Coni che si riuniranno giovedì prossimo a Milano (in occasione di Expo 2015) proprio per ratificare il documento. A metà luglio, a Losanna, un incontro tecnico per impostare e strutturare il lavoro sul dossier olimpico. All'orizzonte c'è la data del 15 settembre, deadline entro cui il Coni dovrà far arrivare ufficialmente al Cio la candidatura di Roma. Quindi i passaggi saranno sempre più scadenzati. Nel gennaio 2016 scatterà la seconda fase della corsa ai Giochi con la presentazione della documentazione e della lettera di garanzia del governo. Si entrerà nel vivo nella prossima primavera, quando sarà delineata la short list tra tutte le aspiranti città olimpiche (al momento si sono fatte avanti anche Parigi, Boston, Amburgo e Budapest) e il Cio inizierà ad effettuare le prime visite di valutazione. A gennaio 2017 l'ultimo termine per inviare la corposa documentazione, prima del decisione finale: nel settembre 2017 a Lima, in Perù, l'annuncio della città che ospiterà i Giochi Olimpici del 2024.      La polemica delle opposizioni I lavori si sono aperti al primo appello. Poi l'Inno di Mameli. Ma subito è esplosa la polemica. Dario Rossin (Forza Italia) e Sveva Belviso (Altra Destra), hanno chiesto di bloccare i lavori a causa dell'assenza del sindaco Ignazio Marino. "Non è mai successo che non sia presente il primo cittadino in un evento così importante. Prego di voler interrompere il consiglio comunale prima che diventi una farsetta" ha spiegato Rossin. "Non sarò qui in aula a votare una mozione neanche ben scritta fin quando il sindaco non sarà qui presente in aula" gli ha fatto eco Belviso. Dopo poco il sindaco è comunque arrivato e i lavori sono ripresi regolarmente. In aula, tra gli ospiti, anche il vicepresidente del comitato a sostegno della candidatura Luca Pancalli e il presidente del Coni, Giovanni Malagò.            L'appello Questa mattina Marino avev rivolto un appello in vista della seduta "olimpica": "Io sono il sindaco di tutti i romani e per questo oggi, mentre Roma si prepara a lanciare la sua candidatura per i Giochi Olimpici del 2024, faccio appello all'orgoglio e alle capacità di tutti i romani onesti che sono la stragrande maggioranza, a tutte le forze politiche e gli schieramenti sia che si riconoscano nel centrodestra che nel centrosinistra. Tutti insieme, cominciando dal voto nell'aula Giulio Cesare sapremo vincere questa sfida e portare a Roma questo appuntamento con l'obiettivo di trasformare la città sanando vecchie ferite urbane e con l'obiettivo di far diventare sempre più vivibile, accogliente e moderna la nostra bellissima città". Durante il suo discorso, Marino si è scusato con alcuni consiglieri comunali del centrodestra, riguardo alla frase pronunciata alla festa dell'Unità secondo cui la destra deve tornare nelle fogne. "Non sentirete mai più quella frase dalla mia voce".

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