Roma Capitale

Mafia Capitale, è scontro tra Castiglione e Gabrielli

Il sottosegretario nomina il prefetto nella vicenda del Cara di Mineo: "Avallò la nomina di Odevaine". La replica: "Un atto quasi doveroso. Fu lui a chiedermelo"

Il giorno dopo essere stato "salvato" dalla Camera che ha respinto le mozioni di sfiducia presentate da M5S, Sel e Lega, il sottosegretario Ncd Giuseppe Castiglione,indagato per turbativa d'asta sull'appalto per la gestione del Cara di Mineo nell'ambito dell'inchiesta su Mafia Capitale, si presenta davanti alla commissione d'inchiesta sull'emergenza migranti. Un'audizione durante la quale Castiglione difende in tutto e per tutto il suo operato.  "La mia gestione è stata cristallina, trasparente - assicura - . Per questo non mi sono dimesso. Dopo mesi di processo mediatico, ho un avviso di garanzia con un capo di imputazione provvisorio, per un periodo compreso tra il 2011 e il 2014: il reato è quello di turbativa d'asta ma non mi viene contestata alcuna condotta illecita specifica".  A questo punto, però, Castiglione sposta l'attenzione dei presenti su altro: "Abbiamo avuto un grande rapporto di collaborazione con il prefetto Gabrielli. Anche la nomina di Odevaine come consulente per portare la sua esperienza al Cara di Mineo io la chiesi al commissario delegato, il prefetto Gabrielli appunto. Il prefetto Gabrielli mi rispose che 'nulla osta da parte del commissario in ordine al conferimento dell'incarico in considerazione dell'importanza e della delicatezza della gestione del centro, della nota professionalità posseduta dal dottor Odevaine e della sostanziale gratuità dello stesso che prevede il solo rimborso delle spese sostenute in ragione dell'incarico'".  Parole che, maliziosamente, tirano in ballo l'uomo che in questo momento si trova a dover decidere del destino del Campidoglio. Proprio alla luce dell'inchiesta Mafia Capitale. Non a caso, a stretto giro di posta, ecco la replica di Gabrielli: "Risulta evidente come, in quel tempo, non vi fossero elementi per esprimere un parere di segno diverso e che quindi il tema oggi di attualità non possa essere l'adozione di un atto di assenso quasi doveroso, bensì le condotte poi perpetrate in un contesto temporale in massima parte estraneo alla gestione dell'emergenza Nord Africa cessata di fatto, come è noto, nell'aprile del 2012". "Colpisce e desta stupore - si legge nella nota della prefettura - il rilievo attribuito dai media alle dichiarazioni rese da Castiglione circa il nulla osta a suo tempo accordato dal prefetto Gabrielli, nella veste commissario delegato per l'emergenza Nord Africa, ad avvalersi di Luca Odevaine quale responsabile per la gestione del Cara di Mineo. Vale la pena ricordare che l'episodio si riferisce ad un periodo in cui Odevaine era responsabile della Polizia Provinciale di Roma, nonché rappresentante dell'Unione delle Province Italiane (Upi) nel Comitato di coordinamento per l'emergenza Nord Africa, Comitato di cui facevano parte anche qualificati rappresentanti dell'Anci, della Conferenza dei Presidenti delle Regioni, nonché dei ministeri dell'Interno e del Welfare". "Nello specifico - prosegue - va precisato che Castiglione, all'epoca presidente della Provincia di Catania, richiese formalmente al Commissario delegato per l'emergenza Nord Africa di avvalersi della collaborazione di Odevaine. A tale richiesta fu risposto che nulla ostava".

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