Roma Capitale

Stazione Tiburtina: residenti contro il degrado

La protesta: "Basta profughi questo non è un dormitorio"

Il sindaco Marino, Renzi, il Pd, Beppe Grillo, il Prefetto Gabrielli. Il mondo antagonista ne ha davvero per tutti quelli che considerano componenti di quel «mondo di mezzo», o «di sopra», a cui imputano le vicende legate all’indagine «Mafia Capitale« e non solo:«Siamo la città di sotto, quella che non vota! Siamo quelli che non chiedono niente e si vogliono riprendere tutto». Ieri, a Roma, i Movimenti per il diritto all’abitare, insieme ad esponenti dei centri sociali e dei collettivi studenteschi, sono scesi in piazza contro il «sistema». Il bersaglio principale, però, è stato il primo cittadino della Capitale, invitato a gran voce ad andarsene. «Marino e la sua Giunta devono andare a casa - hanno urlato gli attivisti - Oggi siamo tanti soggetti sociali che quotidianamente resistono. Siamo pronti a riprenderci quello che ci spetta». E proprio a proposito di quello che secondo loro gli «spetta», i Movimenti per il diritto all'abitare, sempre ieri, hanno occupato lo stabile dell'ex «Circolo degli artisti» in via Casilina Vecchia 42, chiuso a marzo scorso dalla Procura proprio per occupazione abusiva nell’ambito della grande inchiesta su Affittopoli, nata proprio sulle colonne del nostro quotidiano. Gli attivisti del Movimento sono in fermento. Per loro, infatti, tira una brutta aria. Il 30 aprile scorso il Comune di Roma ha approvato una delibera con cui vengono azzerate tutte le assegnazioni, anche quelle a scopo sociale, per rifare i bandi, mentre morosi «cronici» e abusivi dovranno sloggiare senza se e senza ma. Una situazione che promette dunque scintille e di cui la manifestazione di ieri è stata un piccolo assaggio. Gli antagonisti hanno voluto lanciare un primo segnale di mobilitazione all’amministrazione in vista di possibili futuri sgomberi. Oltre ai tanti cori contro il sindaco, quindi, sono tornate in piazza le rivendicazioni del diritto all'abitare: «Casa, reddito, dignità»: il manifesto degli antagonisti. Attacchi frontali anche al M5Se e al suo leader Beppe Grillo, definito un «razzista parlante». «I veri illegali sono loro, le persone che hanno creato a tavolino emergenze come quella abitativa - dicono i manifestanti al megafono - Non ci sono più mediazioni. Vogliamo iniziare a far pesare la voce e la rabbia del mondo di sotto». E così, circa un migliaio di persone, dietro lo striscione che recitava «La nostra rabbia contro la vostra legalità», nel tardo pomeriggio si sono radunate a piazza della Repubblica per muoversi in corteo lungo via delle Terme di Diocleziano, via Amendola, via Cavour, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia e fino a piazza Santi Apostoli. Ad aprire la manifestazione una mucca di cartapesta. «È quella di cui parlava Buzzi quando diceva che la mucca per essere spremuta va fatta mangiare. Ecco, la mucca è impazzita», hanno spiegato i manifestanti. Una volta arrivato a piazza Venezia, il corteo si è sciolto dopo un breve comizio. Per l'occasione, poi, in piazza sono tornati a sfilare anche i leader storici dei Movimenti per il diritto all'abitare. Paolo Di Vetta e Luca Fagiano, nonostante i guai giudiziari, tra processi e condanne, sono tornati a manifestare per le vie di Roma chiedendo la testa di Marino e della sua Giunta per i fatti di Mafia Capitale. In realtà, la paura dei Movimenti è che dopo l'approvazione della delibera niente sarà più come prima.

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