Roma Capitale

«Basta dare i numeri sui costi della Nuvola»

Manca solo l'accordo con le banche e poi ci sarà il via libera al piano di ristrutturazione che, una volta presentato al giudice del Tribunale fallimentare, consentirà a Eur spa di uscire dalla...

Manca solo l'accordo con le banche e poi ci sarà il via libera al piano di ristrutturazione che, una volta presentato al giudice del Tribunale fallimentare, consentirà a Eur spa di uscire dalla procedura di concordato in bianco. Il presidente della società (di proprietà del Mef e di Roma Capitale), Pierluigi Borghini, ha ripercorso le tappe in una conferenza stampa: «Abbiamo avuto l'offerta di Inail (per l'acquisto di quattro palazzi, ndr), l'ok del ministero per il finanziamento di una piccola parte come da legge, quindi dobbiamo chiudere l'accordo con le banche. Dopodiché presenteremo tutto al giudice e l'Eur spa uscirà dalla fase del concordato in bianco senza sacrificare nessuno e nulla. La società non ha conti in rosso e i cantieri che proseguono«. In particolare Borghini ha ricordato che agli istituti di credito «daremo i soldi in un anno e mezzo e non in venti, quindi mi aspetto che facciano la loro parte ed entro lunedì di chiudere anche questo aspetto». Poi, sui lavori e i costi al centro Congressi "la Nuvola", Borghini ha sottolineato stizzito: «Da matematico mi ribello quando la gente gioca con i numeri in modo inappropriato. Uno dei giochi che spesso vedo fare a Roma è quello dei costi della Nuvola. Sono arrivato qui nel luglio del 2009 e non c'era altro che un prato con una recinzione. Da quel momento sono partiti i lavori, che dovevano costare circa 390 milioni e oggi ho il piacere di dire che sono costati 357 milioni, dobbiamo ancora fare una piccola parte che vale il 10%. Saremo in grado di dare a Roma un centro congressi con la stessa cifra preventivata 9 anni fa. All'interno di questo contesto, c'è stato un ribasso d'asta recuperato da noi facendo dei lavori di compartimentazione dei locali e un adeguamento alle leggi antisismiche». Sempre sui costi, Borghini ha rivendicato che «dei 390 milioni ipotizzati, 137 sono stati finanziati con la legge di Roma Capitale, mentre gli 250 sono stati coperti da noi con indebitamento bancario e verso i fornitori».

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